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PAVONE. Prgc. Cambio di rotta su Bellavista e il Mulino

 

Sono due le aree su cui si concentra la sesta variante parziale al Piano Regolatore Comunale: Bellavista ed il Mulino. Due passi indietro. Il Sindaco Alessandro Perenchio, insieme alla sua maggioranza, ha fatto, infatti, carta straccia dei vecchi progetti messi in piedi dall’ex primo cittadino Maria Aprile e dall’allora Assessore all’Urbanistica Fabrizio Vallero.

 

Pavone variante viale KennedyBELLAVISTA

Tanto per cominciare nella zona al confine con Ivrea, nel passato mandato si era arrivati ad un accordo tra i due Comuni: due aree, tra viale Kennedy e via dei Ronchi, che insistono sul territorio di Pavone ma sono di proprietà del Comune di Ivrea, sarebbero passate a edificabili, con un indice di fabbricabilità piuttosto basso, si sarebbero monetizzate a condizione di realizzare un camminamento pedonale, in modo da mettere in sicurezza la zona.

Adesso del marciapiede non se ne parla più: ad Ivrea resta l’edificabilità di quel suolo, a Pavone ottiene in cambio la destinazione a servizio pubblico del lotto più grande. Ipotesi? Se ne potrebbero fare parcheggi, campo di calcetto, parco giochi, come ha ventilato Mario Alma dai banchi della maggioranza.

Perché il cambio di rotta? La spiegazione l’ha fornita l’Architetto Giancarlo Paglia, già autore della variante n.5, nell’illustrare il progetto preliminare nel Consiglio dello scorso 30 aprile. “La precedente Amministrazione – ha fatto presente – in accordo con Ivrea decise di edificare per far arrivare proventi nelle casse di entrambi. La congiuntura economica-edilizia di Ivrea, ed il fatto che sia andato ad elezioni due anni fa, non han permesso di perfezionare l’accordo. L’odierna Amministrazione ha dato atto della situazione di stasi e della difficoltà di ottenere proventi ed ha raddrizzato il tiro, considerati anche i problemi infrastrutturali dell’area”.

 

Pavone variante prgc 2015IL MULINO

Per quanto riguarda il Mulino, Aprile-Vallero avevano previsto la vendita della struttura. All’epoca la minoranza composta da Maurilio Ottello e Paolo Maccioni (padre dell’odierno consigliere Andrea) sollecitava a considerare la difficoltà di trovare un acquirente proponendo, piuttosto, di buttare giù l’edificio e ricavarci un’area servizi.

La nuova Amministrazione ha trovato una terza soluzione: il recupero. “Per il momento lo abbiamo già messo in sicurezza e abbiamo consolidato le solette – spiega il sindaco Alessandro Perenchio -. All’inizio ero titubante ma quando ci ho messo piede ho capito che dobbiamo preservare il valore di questo patrimonio: all’interno è presente l’impianto ancora intatto del Mulino, che renderemo già visitabile in occasione delle Ferie Medievali. Divideremo la ristrutturazione in lotti. Destineremo il piano terra a magazzino per il ricovero dei mezzi comunali, per la protezione civile ed i cantonieri, necessità per la quale da anni il Comune paga l’affitto di un immobile. Andremo così a risparmiare. Gli altri locali saranno messi a disposizione della popolazione e gestiti da volontari per iniziative culturali”.

Già alcuni mesi fa il Comune ha lanciato alla popolazione l’invito a cercare immagini e documenti d’epoca, da poter esporre all’interno del Mulino.

Nel Prgc viene quindi mantenuta la destinazione dell’area a servizi. “L’ipotesi della vendita non ha avuto successo: si è preso atto che si tratta di un’area centrale del paese che potrebbe soddisfare altre esigenze” ha evidenziato l’Architetto Paglia.

 

Pavone Alma spiega la varianteLE ALTRE MODIFICHE

La variante comprende altre quattro modifiche minori. Innanzitutto il trasferimento di capacità edificatoria residenziale in via Meana, in base al progetto dell’urbanistica partecipata, per cui si sono raccolte le istanze dei cittadini interessati alla rinuncia della capacità edificatoria, poiché oggi è sempre più difficile vendere mentre pesano sempre di più le tasse. Eppure è pervenuta una sola istanza, lo scorso 1° ottobre: è stato richiesto lo scorporo di due lotti relativi a due Pec, per un totale di mille metri cubi ed il trasferimento di 800 mc su un altro lotto.

E’ stato poi stralciato il percorso pedonale che era previsto lungo la sp77, nei pressi dell’area artigianale di via Circonvallazione. “Nella realtà – ha illustrato l’Architetto – questa viabilità non esiste nè può essere realizzata poiché l’attività artigianale è completamente circondata da recinzioni fino al confine con l’area residenziale, anch’essa cintata, e non c’è sedime stradale libero. Inoltre un collegamento ciclo-pedonale tra due arterie a meno di 200 metri dalla loro intersezione risulta di contenuta utilità”.

Un’altra modifica si concentra in Borgata Dossi, dov’è previsto un allungamento dell’arginatura, nell’ambito del progetto di sistemazione idrogeologica contemplata dal Nodo Idraulico, fino a strada Valasse. Dulcis in fundo la variante recepisce le modifiche normative. Per esempio i Pec vengono sostituiti dalla procedura più snella del “permesso di costruire convenzionato”, “in modo da agevolare l’attività edilizia togliendola dal suo torpore” come ha sottolineato l’Architetto Paglia.

 

Pavone Arch Giancarlo PagliaPAGLIA: “VARIANTE MIGLIORE DELLA PRECEDENTE”

LA MINORANZA VOTA CONTRO. NON PARTECIPA AL VOTO IL VICESINDACO

L’architetto Paglia ha definito addirittura la variante n.6 “migliore” della precedente. Ma storce il naso la minoranza. Il capogruppo Pino Andriolo ha protocollato agli atti una serie di osservazioni, annunciando il voto contrario, espresso insieme ai tre colleghi Mariano Di Nunno, Annalisa Bolzanello e Matteo Adda. Undici i voti favorevoli della maggioranza, considerato che il Vicesindaco Gianfranco Cobetto ha preferito uscire dall’aula: “ho un parente, anche se di quarto grado, interessato alla variante, per cui preferisco non partecipare alla votazione“. La legge, in realtà, consente di restare in aula, se si trattano varianti di carattere generale. Ma Cobetto ha preferito mettere le mani avanti…

“Questa sesta variante – ha motivato Andriolocomprende sei modifiche: alcune riguardano scelte politiche, altre danno seguito ad un’idea di urbanistica partecipata ereditata dalla passata amministrazione e da norme attuative, ci sono dei punti qualificanti ma anche criticità”.

Andriolo critica in particolare lo stralcio del camminamento pedonale in viale Kennedy: “la popolazione è prevalentemente anziana, bisogna salvaguardare la sicurezza, esigenza sollevata già dagli abitanti della zona, e che si poteva soddisfare con la convenzione originaria”. Riguardo al Mulino “mi sembra una scelta velleitaria: non ci sono soldi, gli investimenti sono ridotti al lumicino e non c’è un progetto né una chiara destinazione d’uso, mi chiedo come si possa ristrutturare quell’edificio. Senza contare che il Comune ha già sul groppone il Museo. Lancio una proposta provocatoria: allora vendano uno dei due per sistemare l’altro”.

Inoltre sul trasferimento della capacità edificatoria il capogruppo di minoranza ha chiesto rassicurazioni, arrivate da Alma: “l’importante è che non si facilitino piccole speculazioni edilizie”.

E per quanto riguarda il passaggio dal Pec al permesso di costruire, ha aggiunto “è giusto snellire le procedure ma bisogna essere coscienti che si lasciano maggiori spazi di discrezionalità agli uffici nella negoziazione con i privati”.

Andriolo non lesina una frecciata di fronte all’uscita dell’aula dell’Assessore all’Urbanistica Cobetto: “il Consiglio ha rivelato chiaramente chi è l’Assessore all’urbanistica di fatto: è Mario Alma”.

 

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