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PAVIA. Truffa da 6 mln euro a ministero Trasporti scoperta da Gdf

La Guardia di Finanza di Pavia ha scoperto una truffa di oltre 6 milioni di euro ai danni del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Le indagini, svolte dai militari della compagnia di Voghera (Pavia), coordinate dal sostituto procuratore Paolo Mazza e dal procuratore aggiunto Mario Venditti della Procura di Pavia, inizialmente sono iniziate da una cooperativa della provincia, hanno interessato molte altre ditte di autotrasporti di tutta Italia. Si tratta di società che hanno beneficiato, in particolare nel 2014, di un ingente contributo per progetti di formazione professionale dei dipendenti. Sono 141 persone le persone denunciate per truffa aggravata ai danni dello Stato e sono 125 le società coinvolte nella frodee segnalate per responsabilità̀ amministrativa. La GdF ha scoperto un “sistema fraudolento” ideato “da un consorzio di Roma – si legge in una nota delle Fiamme Gialle -, che faceva da interfaccia tra il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e le cooperative di trasporto che volevano beneficiare dei contributi ministeriali”. Il trucco “era molto semplice: comunicare al Ministero costi notevolmente superiori rispetto a quelli realmente sostenuti per svolgere i corsi e ottenere cosi contributi per importi maggiori rispetto a quanto sarebbe stato effettivamente speso”. Per farlo il consorzio chiedeva alle cooperative di presentare per il rimborso fatture gonfiate. Sulla base di queste fatture il Ministero concedeva i finanziamenti. “A finanziamento ottenuto – prosegue il comunicato – il consorzio richiedeva una seconda fattura (nota di credito) per il costo reale del corso di formazione” che però non veniva trasmessa al Ministero, che così non recuperava quanto aveva pagato in eccedenza. Oltre alla cooperativa di Voghera, la guardia di finanza ha riscontrato la stessa frode da parte di altre 49 società che hanno “consapevolmente ‘gonfiato’ i costi sostenuti per la formazione dei loro dipendenti, seguendo le indicazioni fornite dal soggetto attuatore che ne ha beneficiato in prima persona”. Al termine delle indagini, su disposizione dei Tribunali di Pavia, Milano, Alessandria, Genova, Cuneo e Treviso, la Guardia di Finanza ha sequestrato fino ad ora oltre 2,5 milioni di euro e ha segnalato 99 responsabili alla Corte dei Conti.

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