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PARIGI. Tensione con Roma, ma l’Eliseo esclude legame Stx-Tav

Alta tensione fra Roma e Parigi: i botta e risposta degli ultimi giorni sulla crisi dei gilet gialli hanno complicato ancor di più una relazione a rischio, fra polemiche su sbarchi e migranti, cantieri navali e Tav.
L’accordo Stx-Fincantieri, faticosamente annunciato al bilaterale di Lione nell’autunno 2017 da Macron e Gentiloni, è ora all’esame di Bruxelles, che deve stabilirne l’impatto sulla concorrenza. Un feuilleton che non si conclude mai – come ha scritto Le Figaro -, l’ombra della “ritorsione” da parte di Parigi, come qualcuno sospetta magari in relazione all’altro dossier bollente, la Tav Torino-Lione, oppure “semplice procedura” come assicura l’Eliseo?
Se per il quotidiano parigino “il feuilleton può contare su una nuova stagione”, l’Eliseo tende a sgomberare il campo da ogni possibile sospetto: “Non bisogna vedere notizie dove non ce ne sono – ha detto una fonte all’ANSA -. Qui stiamo parlando di una procedura di concorrenza, le autorità nazionali della concorrenza esaminano tutti i casi di acquisto o di fusione. Ma ci sono dei casi, quelli che hanno un impatto sulla concorrenza europea, in cui la pratica viene trasmessa alla Commissione europea che la esamina al suo livello. Nel caso di Stx-Fincantieri, l’authority indipendente francese si è rivolta, ed è automatico, alla Commissione europea per l’esame. Al momento non sono state prese decisioni, c’è solo la Commissione che segue la procedura. Come sapete, spesso alla Commissione europea si agisce in due tempi: o chiude il dossier per lampante evidenza, positiva o negativa, oppure continua l’inchiesta, come in gran parte dei grandi temi industriali”. Non solo: la presidenza tira in ballo “un altro caso simile, quello franco-tedesco con Siemens”, dove l’authority europea indaga come “autorità amministrativa indipendente in applicazione del regolamento”. “Non bisogna vederla assolutamente come una misura di ritorsione – taglia corto l’Eliseo – o una decisione politica”.
Se sui cantieri dell’Atlantico si resta col fiato sospeso, ancora meno chiarezza c’è sul futuro dell’altro progetto a rischio, la Torino-Lione. Mentre domani i Sì Tav saranno in piazza nel capoluogo piemontese, il ministro Toninelli ha annunciato che l’analisi costi-benefici, “arrivata come bozza”, sarà completa “a fine gennaio”.
La Francia e la Commissione europea stanno alla finestra, con il governo che, tramite la ministra dei Trasporti Elisabeth Borne, ha fatto sapere un mese fa di comprendere le esitazioni e le riflessioni di Roma ma che non si può tirarla troppo per le lunghe: “Non voglio mettere fretta al nostro partner italiano ma una decisione deve arrivare rapidamente”.
Mentre il lancio della gara del mega-appalto per il tunnel di base resta congelato in attesa delle decisioni italiane, oggi Frederic Sautron, viceprefetto di Saint-Jean-de-Maurienne, al termine di una riunione con le autorità territoriali e le amministrazioni coinvolte nel gigantesco cantiere ha confermato l’attribuzione di un appalto per la realizzazione di un tronco coperto dalla parte francese che comporta la deviazione per alcuni mesi dell’autostrada A43.

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