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Notre-Dame

PARIGI. Notre-Dame come la Cappella della Sindone, rinascerà dalle ceneri

Ricominciare è possibile, anche quando il monumento simbolo della propria città viene divorato dalle fiamme e tutto, o quasi, sembra perso. A indicare a Parigi la strada della rinascita sono Torino e la sua Cappella della Sindone: distrutto da un terribile incendio, la notte tra l’11 e il 12 aprile 1997, il capolavoro del barocco italiano firmato da Guarino Guarini ha riaperto al pubblico lo scorso settembre, dopo 22 anni di restauro. “E’ un lavoro lungo e complesso, ma ci sono le competenze per poterlo fare”, sottolinea Luisa Papotti, soprintendente ai Beni Culturali di Torino. Questa sera la cappella sarà illuminata con il tricolore della bandiera francese, in segno di vicinanza a Parigi e alla Francia che piangono Notre-Dame, per dimostrare così “che vincere la sfida contro il fuoco è possibile”. Chi ci è riuscito, in quella lunga notte d’aprile di 22 anni fa, è Mario Trematore, il vigile del fuoco che si caricò sulle spalle la Sindone, salvandola dal rogo, un evento accidentale provocato dalla presenza di un cantiere – proprio come a Notre-Dame – di restauro all’interno del Duomo. “Eventi come questi ti fanno toccare la morte con mano ma, nella paura, ti fanno trovare una forza e un coraggio che non ti aspetti. Credo sia stato così anche per i pompieri francesi – dice all’ANSA Trematore – Per i vigili del fuoco lottare contro una cosa del genere è come lottare contro la morte – racconta – Sono però convinto che la forza trovata nella disperazione, il voler vincere sulle fiamme, farà risorgere Notre-Dame dalle sue ceneri più bella di sempre”. Di fronte alle immagini di Notre-Dame ha “rivissuto l’angoscia di quella notte tremenda” anche Valentino Castellani, allora sindaco di Torino. “Quello che bisogna fare – sostiene – è lavorare tutti insieme e guardare alle esperienze degli altri, anche alla nostra, che per fortuna sono esperienze positive. Pensare che si possono riportare le cose come prima non è illusorio”. Il ricordo dell’incendio alla Cappella della Sindone, sottolinea l’attuale sindaca, Chiara Appendino, “rende i torinesi particolarmente vicini ed empatici ai parigini che stanno soffrendo per la distruzione di uno dei suoi simboli”. Alcune iniziative a sostegno dei cugini francesi sono state già annunciate, come quella dell’associazione parlamentare di amicizia Italia-Francia presieduta dal torinese Piero Fassino. Altre saranno intraprese nelle prossime ore e non è escluso che le competenze maturate nel restauro del capolavoro del Guarini possano tornare utili, comprese quelle del centro di restauro della Venaria. E non è un caso che da dieci giorni Torino custodisca, a Palazzo Madama, quattro sculture di Notre-Dame. Esposte nell’ambito della mostra organizzata in collaborazione con il Musee de Cluny di Parigi, sono scampate alle fiamme. Forse un segno del destino.

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