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PARELLA. Agriparco al Castello inaugura l’8 dicembre

Tornerà a vivere il castello di Parella. E’ attesa per l’8 dicembre l’inaugurazione dell’Agriparco creato da Manital. Da qui partirà il rilancio dell’economia della zona legata ad una filiera ecosostenibile in collaborazione con Slow food e con l’Università di scienze gastronomiche di Pollenzo. Pochi mesi di ritardo rispetto alle tempistiche che Graziano Cimadom, proprietario di Manital, si era dato dall’acquisto dell’antico edificio risalente al 2011, e intorno al quale le Amministrazione Comunali di Parella e di Colleretto Giacosa hanno intrapreso l’iter di variante al piano regolatore dando il via a cantieri durati per un lungo periodo al fine di rivedere tutta la viabilità di accesso. E’ stata costruita una rotonda, allargata la via che condurrà vero il centro agro-alimentare.

Manital aveva acquistato il castello nel giugno di cinque anni fa, dopo diverse aste andate deserte, con grande preoccupazione, soprattutto, dell’amministrazione comunale, visto il rischio di declino di un edificio che ha sempre rappresentato un patrimonio storico ed un’occasione di valorizzazione turistica. Impensabile prendersi a carico tale gestione per il piccolo ente pubblico. Per anni si sono susseguite delle gare, senza risultato, ed anzi si sono verificate anche gestioni fallimentari, la struttura è stata lasciata allo sbando e non sono mancate beghe legali legate a precedenti acquirenti. Il castello è rimasto avvolto per molto tempo nell’incuria e anche gli interni risultano danneggiati, privi di arredi con l’esigenza di provvedere ad una massiccia manutenzione.

Oggi si riparte, e alla grande. Il progetto di Cimadom aspira a fare da volano all’economica locale. Manital ha comprato 100mila metri quadrati di terreno con i Vivai Canavesani. E’ prevista la creazione di un “parco agricolo” in cui poter valorizzare le produzioni locali mettendo a disposizione, sfruttando i locali della castello, una struttura ricettiva per i turisti. Si sono accostati interventi di restauro, con la supervisione della Sovrintendenza. Per quanto riguarda l’area esterna è stata completamente ripulito. Eera zeppa di rovi, le edere sono cresciute sulle pareti provocando peraltro danni al tetto con alcune infiltrazioni.

L’apertura dovrebbe aprire la possibilità di un centinaio di nuovi posti di lavoro fissi, oltre a figure stagionali. Il progetto era stato divulgato l’anno scorso anche attraverso una partecipazione all’Expo di Milano. Nell’iniziativa sono state coinvolte start up, nell’ambito del fondo Risorsa Canavese, per incentivare l’occupazione giovanile.

Il Castello diverrà un hotel di charme, si potrà trovare anche un lago, e botteghe artigianali negli antichi ricoveri per le carrozze, eccellenze come la ceramica con la lavorazione della terra rossa di Castellamonte, enoteca con i vini Erbaluce e Carema, e poi ancora prodotti Slow Food selezionati con l’Università di Pollenzo di Bra.

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