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PALLANUOTO. Il Settebello sfodera la più bella partita dell’ultimo biennio e supera l’Ungheria

Nella terra di Messi il Settebello sfodera la più bella partita dell’ultimo biennio e schianta i maestri magiari (vice campioni del mondo e bronzo in carica) issandosi al comando del girone A, in attesa dei quarti di finale da formalizzare dopo l’ultimo incontro in programma venerdì 20 luglio alle 15.30 contro la Georgia. Una sinfonia azzurra alla Picornell, davanti a 3000 spettatori, guidata ancora da Bodegas, che al centro si muove da felino staccandosi da falso nueve, e da Del Lungo, che respinge il ritorno dei magiari nel secondo quarto. L’attacco è prolifico (12 reti all’Ungheria, ultime tre in controfuga, per la vittoria più larga della storia contro i magiari) e una difesa magistrale che subisce solo cinque reti, peraltro quattro con in inferiorità. Dopo un tempo perfetto (5-0) l’Italia va 6-0, 7-1, per poi subire l’unica flessione nel secondo tempo con il mini break magiaro di 3-0. Poi solo Italia settebelezze con protagonisti Gallo, Figlioli e Di Fulvio, oltre l’ispiratissimo Bodegas, che rifiniscono con doppiette un gioco di ripartenze, palleggio e strappi assistito da condizione fisica e tecnica individuale.
Riscattata la delusione dello scorso anno ai mondiali a Budapest, quando nel tempio dell’Alfred Hajos, fu 9-9 immeritato nel girone, e per differenza reti gli azzurri arrivarono secondi nel girone e dovettero affrontare il difficile quarto di finale con la Croazia, poi campione del mondo.
L’ultima vittoria in un grande campionato risaliva  all’edizione iridata di Kazan 2015 quando l’8-7 azzurro ai quarti estromise i campioni del mondo in carica (oro proprio alla Picornell nel 2013) dalla zona medaglie. Precedentemente, ancora tre anni prima, l’ultimo confronto alle Olimpiadi: all’Acquatics Centre di Londra l’8 agosto 2012 gli azzurri eliminarono ai quarti di finale gli allora tre ori olimpici consecutivi, vincendo per 11-9 con tripletta di Figlioli, ora capitano, per poi superare la Serbia e fermarsi solo contro la Croazia per l’argento; podio a cinque cerchi poi confermato a Rio de Janeiro con il bronzo.

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