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Il macchinario per la tessitura

PALAZZOLO. I dipendenti dell’azienda Alessandrosimoni realizzano le mascherine lavorando da casa

L’azienda Alessandrosimoni continua a cucire mascherine, i dipendenti stanno sperimentando lo smart working; Simone Bodo, proprietario dell’azienda, consegna il materiale necessario per la produzione e ritira il prodotto finito presso le abitazioni dei dipendenti. L’imprenditore tessile spiega: «In questo modo tuteliamo la salute dei lavoratori, possiamo continuare a produrre un oggetto utile al momento, inoltre la nostra realtà non grava sulla cassa integrazione».

Ma le novità non finiscono qui. Due settimane fa l’azienda aveva annunciato l’avvio di un nuovo progetto per realizzare mascherine certificate. Il nuovo filtro è arrivato, Bodo e i suoi collaboratori si sono messi subito all’opera per dar vita al nuovo prodotto, si tratta di una mascherina con filtri sostituibili che si trova già al vaglio degli esperti per ottenere la certificazione. «Abbiamo richiesto la certificazione al Politecnico di Torino e all’Unità di crisi, la risposta dovrebbe arrivare entro la fine del mese; al fine di ottenere una certificazione permanente, valida anche ad emergenza finita, abbiamo inviato il prodotto ad un laboratorio privato, per conoscere la loro risposta dovremo attendere qualche giorno in più, il risultato dovrebbe arrivare a maggio. Si tratta di un prodotto economico, la nostra mascherina con filtro removibile sarà dotata di un kit di filtri ma i filtri potranno essere acquistati anche a parte, la scocca della mascherina è realizzata in dryarn, un filato leggero che garantisce un alto livello di igiene». Le mascherine saranno prodotte grazie all’utilizzo di un robot mentre per l’assemblaggio e il confezionamento, almeno fino a quando l’emergenza sanitaria non sarà rientrata, Alessandrosimoni ricorrerà allo smart working. Le mascherine sono pensate per i privati e le aziende che devono tutelare la salute dei lavoratori, non sono destinate ad uso ospedaliero.

Parlando dei possibili scenari futuri, Simone Bodo si interroga sulle soluzioni da adottare per non perdere lo spirito che caratterizza la sua azienda: «Sappiamo che dovremo convivere con il virus ancora per un po’ di tempo, speriamo di poter riprendere l’attività di produzione tessile e di campionario entro fine aprile, mantenendo la produzione di mascherine; dobbiamo attribuire un nuovo significato alla parola condivisione, questa è la sfida, trovare un nuovo modo di condividere per tutelare la salute di tutti. Noi abbiamo puntato molto sulla condivisione in questi anni, ad esempio invitando clienti e scuole a visitare l’azienda. Come faremo a mostrare il nostro lavoro ai ragazzi in visita? Come saranno le esperienze di acquisto in futuro? Con i nostri commerciali e gli addetti ai canali di vendita stiamo ragionando su questi temi. Abbiamo sempre avuto un rapporto diretto con i clienti, non vogliamo rinunciare a questa nostra caratteristica, dobbiamo trovare nuovi modi per mantenere questo contatto».

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Sara Mazzola
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