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PALAZZO DI CITTA’

Il Municipio di Ivrea potrebbe definirsi una costruzione fuori dal comune, se
non si trattasse di un paradosso in termini.

Prima dell’attuale Palazzo di Città, in tale luogo era situato un ospedale,
sicuramente non Covid. Tale nosocomio era denominato De Burgo, senza Bran.

Il progettista del nuovo palazzo dovrebbe essere stato Pietro Felice
Bruschetti, di cui non si sa pressocché nulla, a parte la copertura in
pomodoro e aglio; però qualcuno ritiene sia invece stato opera di Giovan
Battista Borra, che ha il vantaggio di avere lasciato qualche traccia di sè.

Fu infatti allievo del mitico Bernardo Vittone, di cui ebbi ad accennarvi in
passato per via di quella storica tesi di un mio compagno di liceo. Il Borra
partecipò, tra le altre cose, a varie ricerche archeologiche in Grecia ed
Egitto, fino a che non si rese conto che con la Mezzaluna fertile era
impossibile preparare un buon pesto di patate e fagiolini.

Ora, noi potremmo anche raccontarvi tutta la storia della vita del Borra,
ma se putacaso poi non c’entrasse una beneamata, con la costruzione di cui
stiamo amabilmente discorrendo? Bene, soprassediamo.

Parliamo piuttosto di alcuni eventi storici di cui si nutrì il nostro Palazzo
di Città, costruito tra il 1758 e il 1761.

Il 6 marzo 1848 si affacciò dal suo pregiato balcone tale Alessandro Gigno
Vinia, carbonaro di carbone vegetale, talmente vegetale da risultarne verde.
Costui fece una lieve confusione, ed anziché inneggiare allo Statuto Albertino
annunciò di essere Carlo Marx, e di avere pronto da presentare il Manifesto del
Partito Comunista.

Nel 1919 invece fu la volta di una certa Georgia Popolo, che presentandosi col
nome di Rosa Luxemburg, preparò nell’androne del Palazzo un grande presepe, il
primo nella storia costituito esclusivamente da operai.

L’evento storico più recente invece riguarda una certa Anna Malo, che
mostratasi davanti al Municipio con una mascherina sul volto, si è fatta un
selfie con in mano un cartello recante in calce la scritta “Sono Nilde Iotti,
il governo mi ha abbandonata. #RidatemilaPresidenzadellaCamera”. Per lei
potrebbe essere ripristinato il nosocomio De Burgo.

Adesso vado nella città di Palazzo.

PS: l’Assessore Balzola si è dissociato da queste ricostruzioni storiche, ed ha
chiesto ad Alessandro Barbero di fare lo stesso.

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Blogger: Franco Kappa

Franco Kappa
Ivrea di palo in frasca

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