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OZEGNA. Pronto ad uscire da Taknoservice! O addirittura dal CCA

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Pronto ad uscire dalla società di raccolta dei rifiuti, ovvero la Teknoservice, o, addirittura, dal consorzio di bacino. Pronto a tutto pur di tutelare i cittadini.

Sergio Bartoli sta pensando a misure drastiche per uscire dal tunnel della gestione dei rifiuti che sembra non trovare luce.

Pochi mesi fa il sindaco ozegnese aveva protestato. Aumenti spropositati, nel bilancio del suo comune, per quanto riguarda la Tari: il costo della raccolta e trasporto dei rifiuti è lievitato dell’85 per cento, dai circa 12mila euro del 2016 ad oltre 22mila euro per il 2017. Il costo della raccolta differenziata? Passa da 3mila a 22mila euro.

Ha battuto i pugni, Bartoli, si è unito al coro formato insieme ad altri dieci sindaci di altrettanti piccoli comuni. Ha sentito degli avvocati, la Corte dei Conti, il Prefetto.

Alla fine ha ottenuto la convocazione di una nuova assemblea, giovedì scorso, a Castellamonte.

Sul tavolo la soluzione proposta dal CCA presieduto dal consigliere comunale di Ivrea Maurizio Perinetti: ai comuni penalizzati sarà offerto uno “sconto” del 50 per cento; viceversa i comuni risultati agevolati avranno un aumento del 50 per cento.

Roba da non credere, che neppure al mercato di Porta Palazzo. Un colpo alla botte ed uno al cerchio senza tanti conteggi, somme e divisioni. Una ripartizione lasciata al baratto tra amministrazioni comunali.

Bartoli non ha atteso un attimo. Ha acceso il pc e scritto una lettera di fuoco, anche a nome degli altri paesino schierata insieme a lui nella protesta.

Signor presidente, riteniamo che le motivazioni addotte nella lettera di accompagnamento della tabella costituiscano una toppa peggiore dello strappo – sottolinea Bartolie confermino le idee dei sottoscritti in merito all’assenza della sia seppur minima motivazioni che possa giustificare sia la ripartizione dei costi precedentemente notificata ai comuni del bacino (di cui lamentiamo l’assoluta mancanza di spiegazioni razionali) sia l’altrettanto cervellotica ed empirica calmierazione ora addotta”.

C’è di più. La soluzione tampone arriva in maniera tardiva, troppo. Ormai la frittata è fatta. I comuni hanno inviato la documentazione ai cittadini per i pagamenti. Impossibile pensare di cestinare tutto, riformulare i bilanci e rimandare altre lettere.

E qui arriva l’ultimatum di Sergio Bartoli. Rivolto al 2018. Il primo cittadino ozegnese sollecita ad aprire una seria discussione anche attraverso la costituzione di un tavolo tecnico. “Che sia – sottolinea Bartoliveramente tecnico e cioè costituito da funzionari, segretari, contabili e tecnici, e non un tavolo politico che rischia di fare solo l’interesse di qualche parte e non di tutti, per porre le basi per la redazione dei piani finanziari per il 2018. Tanto avrebbe anche il vantaggio (finalmente!) di avere piani finanziari in tempo utile per poter correttamente formare il bilancio di previsione e determinare le tariffe Tari per l’utenza. In mancanza, a nostra tutela , ci vedremo costretti a porre in essere tutti gli strumenti consentiti dalla legge per porre rimedio a questi eccessivi oneri”.

Sto seriamente valutando – chiosa Bartoli di rivolgermi ad un’altra ditta. E se le cose non cambieranno sono pronto ad uscire dal consorzio di bacino”.

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