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La sindaca Ferragatta con l’assessore Ponzetti e i coltivatori Castagna e Blanchietti

ORIO. La sindaca Ferragatta riscopre la patata: un tesoro nascosto

La sindaca Erica Ferragatta e l’assessore Sara Ponzetti alla riscoperta di un tesoro nascosto: la patata. Un progetto sperimentale avviato ad aprile dal Comune e che ha già coinvolto quattro aziende agricole del paese. I campi coltivati sono sei e in ognuno sono state seminate cinque varietà diverse (cinque file di piantine su 50 metri): la “Violetta di Ivrea”, la “Bergerac”, la “Agria, la “Bintje” e la “Kennebec”. A coordinare e seguire i giovani agricoltori ci sono agronomi inviati dall’Istituto Agrario Carlo Ubertini di Caluso e della facoltà di Agraria dell’Università di Torino.

“Un’esperienza ambiziosa” quella raccontata da Luca Castagna, 30 anni, e Lorenzo Blanchietti, 26 anni, dell’azienda agricola Blancas, tra i più giovani coltivatori del paese, mentre mostrano le piantine dei tuberi appena piantate alla sindaca e all’assessore.

“Le coltivazioni sono tutte biologiche. Attualmente non concediamo controbuti alle aziende, ma a loro forniamo tutti gli strumenti adeguati e il supporto per poter valorizzare il prodotto. Ci teniamo a precisare. Il progetto nasce per promuovere quello che un tempo era il piatto tipico oriese: il frutun di patata, ovvero una ricetta semplice a base di patata e sale (senza l’utilizzo di uova). L’obiettivo, oltre a riscoprire le antiche tradizioni, è di rilanciare il “fritun” attraverso Slow Food, l’associazione internazionale no profit impegnata a ridare valore al cibo. Il progetto prevede l’esportazione del prodotto, far conoscere il nostro fritun di patata durante le varie feste patronali Canavesane. Il primo appuntamento già fissato sarà durante l’edizione 2018 di “Calici tra le Stelle” che si svolgerà a luglio ad Agliè e, ovviamente, anche durante la Patronale qui ad Orio in programma la seconda settimana di settembre” raccontano entusiaste la sindaca Erica Ferragatta e l’assessore Sara Ponzetti.

Le colline moreniche sopra Orio sono favorevoli alla coltivazione del tubero. Sin dalla fine del 700 la coltivazione della patata era l’attività predominante. Soprattutto la coltivazione della “Violetta di Ivrea” una patata bianca e dalla buccia viola. Una coltivazione tradizionale che era andata persa nel dopoguerra, a partire dal 1970, e che ora l’Amministrazione comunale vuole valorizzare per non perdere i valori contadini del territorio.

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Blogger: Andrea Bucci

Andrea Bucci
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