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Malanca Gianluca
Malanca Gianluca

ORIO CANAVESE. Fantasmi? “Io li ho visti…!” (VIDEO)

Fantasmi: ci si può credere oppure no, ma qualcuno al castello di Orio li ha visti e non solo una volta.

“Li ho visti io e li han visti anche tanti altri. In alcuni siti internet so che qualcuno ne ha parlato…”
Non ha dubbi Gianluca Malanca, 46 anni, ex caporal maggiore della Brigata Folgore. Ha due figli e fa l’antiquario. Una persona normale. Originario di Venezia, vive a Torino e il suo tempo libero lo passa da “survival”. “Survival” nel senso che ama vivere a contatto con la natura, in maniera selvaggia e parecchia volte ha scelto il parco del castello di Orio come luogo per accamparsi.
“Lo scorso anno avrò dormito lì almeno una trentina di notti. Conosco tutto di quel luogo. Ogni pianta. Ogni sasso… Conosco i tanti softair che giocano alla guerra…”
Fin qui la premessa, quasi obbligatoria, con un’aggiunta “non crede ai fantasmi e non gli fanno paura….”.
Gianluca non ci crede. Non gli fanno paura i fantasmi, ma tutti gli inspiegabili incontri che ha avuto sono rimasti  scolpiti nella  sua mente. Ricordi indelebili che non riesce a cancellare.
La prima volta è successo  nel novembre del 2007. Una seconda volta circa due anni dopo, di notte. Poi una terza nei sotteranei dell’edificio e infine un’ultima volta, mentre era in compagnia di altre tre persone. “Una s’è spaventata ed è scappata via…” racconta, senza tentennare.
Cos’erano?
“Cos’erano? Rumori in un caso. Nebbia. Freddo. Poi la visione chiara di un bambino vestito di bianco con i capelli corti. E il vento. Il vento che scandiva sempre le stesse parole: io ho già pagato….”. “Io ho già pagato…!”.
Scopriamo che sul posto, alcuni anni or sono, sarebbe arrivata una troupe della trasmissione “Mistero” e usiamo il condizionale, perchè pur cercando la puntata negli archivi di Mediaset non siamo riusciti a trovarla e forse non l’hanno mai trasmessa…
Scopriamo anche che altri si sono occupati di questo “castello” infestatato da un fantasma  mettendosi sulla tracce di un bambino che chissà perchè sarebbe stato messo dentro ad un frigo prima di essere seppellito. Storie? Leggende? Mah!.
E c’è anche dell’altro, se vogliamo anche più macabro, e sono le messe nere. All’interno delle antiche mure, più e più volte, sono stati ritrovati i segni di Satana. Animali morti sgozzati e tanti altri oggetti.
“Si. Li ho visti anche io…”  conferma Gianluca, che infatti si chiede come mai con un “via vai” di questo genere, negli ultimi mesi l’Asl che è proprietaria dell’edificio si sia accanita contro gli appassionati dei giochi di guerra, unici tra i tanti ad aver fatto nel corso degli anni una serie di lavori pulizia.
“I sacchi neri che ci sono nel parcheggio, pieni zeppi di rifiuti ce li hanno messi loro. Hanno sempre avuto rispetto per l’area anche ai tempi in cui la utilizzavano come discarica buttando lì amianto, fusti e tante altre porcherie…”.
E ci sono alcune unità cinofile che usano il parco per addestrare i cani. Ci sono cacciatori, fungaioli e infine i boscaioli chiamati dall’Inps, che, invece, è proprietaria dei soli terreni.
E ad approfondire una storia che si sta facendo di giorno in giorno sempre più interessante, alla testimonianza di Gianluca, se ne è aggiunta, la scorsa settimana, una seconda di un vero e proprio softair.
“Ho letto il vostro articolo – ci dice al telefono non rilevando la sua identità –  e ho riscontrato alcune inesattezze e tra queste una fa riferimento ai permessi. Il sindaco Erica Ferragatta ha dichiarato che non ce lo abbiamo. Ce lo abbiamo ed è del 2001. Ma se anche non ce l’avessimo avuto, qualcuno ci spieghi perchè l’Asl che per l’appunto è proprietaria dell’edificio, si è svegliata, con una diffida, solo oggi, a distanza di 15 anni da quando abbiamo cominciato a giocare alla guerra lì. In quel posto saranno passati un migliaio di giocatori e tutte le volte è stata presentata domanda ai carabinieri. Due anni fa sono anche atterrati due elicotteri… Possibile che non li abbia visti nessuno? Se la prendono con noi, ma in tutto questo tempo nessuno ha vigilato contro i predatori. Hanno portato via tutto, persino i cavi della luce. Non c’è più nulla dentro quell’edificio. Spogliato di ogni genere di metallo e arredamento… Questa sì è una vergogna”.
Ed è tutto vero. L’edificio sta cadendo a pezzi, ma ancora oggi nello splendido parco crescono rigogliosi alberi secolari,  due enormi faggi rossi, un cedro del Libano, una sequoia, un pino strobus, dei carpini, diversi larici, tigli, pini, pini marittimi, bagolari e tre cespugli di calicanto. Un paradiso per chi ama il silenzio e per i tanti animali che qui hanno deciso di vivere e riprodursi. Cinghiali, tassi, scoiattoli, ucceli di ogni genere.
Un luogo, insomma, da salvare, con o senza il fantasma del bambino.
Ecco un VIDEO sul parco e sul castello pubblicato su Youtube di Albyphoto

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