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'Oh Ok' installazione di Michael Linders

L8 per piacere: la parità dei sessi a suon di orgasmi

C’è stato un tempo in cui l’orgasmo era qualcosa di più che puro piacere fisico, sventolato come bandiera della liberazione femminista (quanto meno in materia di sessualità).

Tra i volti e le voci della rivoluzione sessuale prima, e dei movimenti femministi ‘sex-positive’ poi, alcuni uomini e tante donne hanno promosso la libertà sessuale come componente dell’emancipazione delle donne contribuendo a ridefinire la sessualità femminile non più in relazione al piacere dell’uomo ma al desiderio e alla soddisfazione sessuale della donna.

Ergo: faccio sesso solo quando e come lo desidero e non per assecondare le ‘esigenze’ del partner.

La masturbazione è diventata così il mezzo per mettere il piacere sessuale, e di conseguenza l’orgasmo femminile, nelle mani delle donne.

Sono passati almeno 5 decenni e l’orgasmo rimane una conquista ancora da compiersi per le donne. Parzialmente incompreso, spesso problematico (e talvolta falsificato), è uno dei fattori che contribuiscono alla disuguaglianza di genere, uno dei tanti gap (come vengono definiti i divari in inglese) da colmare.

Orgasm gap’ è l’espressione che identifica il divario tra uomini e donne nel raggiungimento dell’orgasmo. Alcune recenti ricerche statistiche hanno tentato di quantificarlo e dai dati è emerso che gli uomini raggiungono l’orgasmo più spesso delle donne, soprattutto nei rapporti eterosessuali e con una differenza più ampia durante il sesso occasionale.

Ergo: posso provare più orgasmi e più facilmente in un rapporto consolidato che in una botta e via.

La ragione è in gran parte culturale. Per troppo tempo la soddisfazione di entrambi i sessi è stata associata al rapporto sessuale vaginale per penetrazione ignorando il fatto che ognuno abbia preferenze anche molto diverse in termini di stimolazione e soddisfazione. La maggioranza delle donne (il 75%, dicono i dati) ha difficoltà a raggiungere l’orgasmo in assenza di stimolazione del clitoride (e una buona parte degli uomini ancora non ha idea di cosa e dove sia).

Anche la scienza non aiuta: pur avendo un’idea di cosa sia l’orgasmo, non è ancora chiaro come venga generato, per via della complessità dei sistemi interessati.

A dilatare il divario concorrono una moltitudine di fattori, dalla religione, alla società, all’educazione, ed è difficile incolpare qualcuno per l’orgasm gap.

Ergo: come al solito ce lo dobbiamo smazzare noi donne questo divario per riportare la statistica e il piacere dalla nostra parte.

Ma quando la porta della camera da letto si chiude, i numeri, le statistiche e i grandi problemi sociali irrisolti rimangono fuori e ci si ritrova da soli o con il/i partner a fare i conti con la propria intimità.

Quella dell’orgasmo è una rivoluzione che le donne, insieme agli uomini, possono portare avanti comodamente sotto le lenzuola.
Si comincia dalla conoscenza del proprio corpo attraverso l’esplorazione e la sperimentazione fisica, per passare successivamente alla comunicazione al proprio partner di cosa piace, senza tralasciare quando, come e dove o per quanto tempo.

La fiducia reciproca, l’apertura ed il dialogo sono tutti strumenti con cui possiamo rendere l’orgasmo una meta più semplice, divertente e piacevole per noi stesse e per l’altra persona.

Morale dell’8 di Marzo: oggi, invece di scendere ad acquistare la mimosa o andare sotto il palco di uno dei tanti unti spogliarelli, possiamo scivolare sotto le coperte e provare a chiudere almeno quel gap di disuguaglianza facendo tremare le testiere dei letti e risuonare quel grido di battaglia che mette tutti d’accordo: Oh!

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