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Soccorso con l'ambulanza
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Aggiornamento di Sabato 4 aprile. In Piemonte 1144 decessi. Sale la preoccupazione a Bosconero, Chivasso, Brusasco, Rivarolo e Settimo

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E’ stata firmata ieri dal presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio la proroga dell’ordinanza (CLICCA QUI) sulle misure di contenimento al coronavirus valide su tutto il territorio. Avrà efficacia fino al 13 aprilein linea con il decreto del Governo.

In Piemonte restano valide tutte le restrizioni già previste nella precedente ordinanza, con alcune novità che stringono ulteriormente le maglie del contenimento.

Vietata ogni attività sportiva all’aria aperta, salvo brevi uscite nei pressi della propria abitazione che sono consentite solo entro una distanza massima di 200 metri (prima era 1 km).

Viene estesa in modo specifico anche ai mercatila regola che vi si possa recare una sola persona per nucleo familiare, esattamente come già previsto per tutti gli altri esercizi commerciali.

Badanti e colfpossono proseguire l’attività lavorativa solo in caso di assistenza necessaria per persone non autosufficienti o parzialmente autosufficienti.

Accanto alle nuove restrizioni sono stati previsti, inoltre, alcuni chiarimentiche verranno pubblicati come FAQ sul sito della Regione.

Gli spostamenti dei volontarisono consentiti, ma solo se strettamente connessi alla gestione dell’emergenza Coronavirus.

La priorità di accesso agli esercizi commercialiè valida per tutti gli operatori impegnati in prima linea nell’emergenza e in possesso di regolare tesserino: volontari della protezione civile e operatori sanitari, tra cui medici, infermieri e anche farmacisti.

Insieme alla Prefettura si sta inoltre valutando la possibilità di incrementare il regime sanzionatorio. La proposta del Presidente della Regione è di raddoppiare il valore delle sanzioni su tutto il territorio piemontese.

“Sono sinceramente molto preoccupato – dichiara il presidente Cirio-. Temo che molte persone non abbiano ancora capito che questa è una guerra e che in guerra si sta a casa. Ho visto troppa gente a passeggio in queste ultime ore. Ne va della salute di tutti e ogni leggerezza vanifica gli sforzi enormi che tutto il sistema sta facendo in una situazione che non ha precedenti. Stare a casa non è un appello, è la regola che vale per tutti”.

Che gran confusione. Sindaci sceriffo ma “inefficaci”

C’è parecchia confusione tra ordinanze di sindaci, dei governatori e i decreti del Governo. Chi può fare cosa?
Normalmente i sindaci hanno potere di ordinanza, contingibile e urgente per questioni locali, dal blocco del traffico per l’inquinamento, alla chiusura di strade per una frana, il divieto di balneazione ecc… Hanno anche poteri in materia di pubblica incolumità, ma il decreto legge del governo 9/2020 emanato il 2 marzo ha previsto che in questo frangente per i sindaci è preclusoil potere di ordinanza sul coronavirus (art. 35 “A seguito delle misure statali di contenimento e gestione dell’emergenza da Covid-19 non possono essere adottate e dove adottate risultano inefficaci, le ordinanze sindacali contingibili e urgenti dirette a fronteggiare l’emergenza predetta in contrasto con le misure statali”). Poi ci sono i governatori delle Regioni che rappresentano l’autorità sanitaria regionale e possono fare ordinanze ma solo nelle more dell’adozione dei Dpcm da parte del governo come chiarisce l’articolo 3 del decreto legge 6/2020. In breve, il governo fa tutto, i governatori possono intervenire solo in mancanza di norme statali e i sindaci non hanno alcun potere.

Per porre fine alla confusione normativa ci sarebbe anche un articolo della Costituzione, finora mai utilizzato…
Si tratta dell’articolo 120 comma 2 della Costituzione come modificata nel 2001. Con la riforma del titolo V sono stati da una lato assegnati importanti poteri alle Regioni all’altro è stato inserito l’articolo in questione che prevede che il Governo possa sostituirsi in toto agli enti locali in caso di pericolo grave per l’incolumità e la sicurezza pubblica. Ad oggi il Governo non ha ancora utilizzato questa norma.  I costituzionalisti hanno aperto un dibattito su questo tema: probabilmente la scelta è stata finora di evitare il conflitto con le Regioni esautorandole del tutto dai loro poteri, ma non è escluso che in futuro la norma venga utilizzata.

IERI NELL’ASL TO4

In tutta l’Asl To4 la situazione resta critica a Bosconero, Chivasso e Rivarolo. La notizia di oggi è che l’Asl To4 starebbe pensando di trasformare in ospedale Covid il presidio di Settimo Torinese (più di 200 posti letto) già organizzato per le lungodegenze, non solo per gestire l’emergenza ma anche nelle prossime settimane per riportare tutti gli ospedali di Ciriè, Ivrea, Lanzo, Chivasso e Cuorgnè alle loro precedenti attività. I morti da noi rilevati fino ad oggi, a nord di Torino, sono quasi un centinaio, sui social, in particolare, tante lacrime si stanno ancora versando per una giovane ragazza di Torrazza Piemonte mancata ieri all’ospedale San Luigi.

In Piemonte

342 PAZIENTI GUARITI, 546 IN VIA DI GUARIGIONE
Questo pomeriggio l’Unità di Crisi della Regione Piemonte ha comunicato che il numero complessivo di pazienti virologicamente guariti, cioè risultati negativi ai due test di verifica al termine della malattia, è salito a 342 (77 in più di ieri), cosi suddiviso su base provinciale: 16 in provincia di Alessandria, 19 in provincia di Asti, 15 in provincia di Biella, 29 in provincia di Cuneo, 21 in provincia di Novara, 196 in provincia di Torino, 24 in provincia di Vercelli, 13 nel Verbano-Cusio-Ossola, 9 provenienti da altre regioni.
Altri 546 sono “in via di guarigione”, cioè risultati negativi al primo tampone di verifica dopo la malattia e in attesa ora dell’esito del secondo.

56 DECESSI, COMPLESSIVAMENTE 1.144
Sono 56 i decessi di persone positive al test del “Coronavirus Covid-19” comunicati nel pomeriggio dall’Unità di Crisi della Regione Piemonte: 17 in provincia di Alessandria, 2 in provincia di Biella, 1 in provincia di Cuneo, 5 in provincia di Novara, 27 in provincia di Torino, 3 nel Verbano-Cusio-Ossola, 1 proveniente da altra regione.
Il totale complessivo è ora di 1.144 deceduti risultati positivi al virus, così suddivisi su base provinciale: 219 ad Alessandria, 52 ad Asti, 84 a Biella, 76 a Cuneo, 133 a Novara, 443 a Torino, 59 a Vercelli, 58 nel Verbano-Cusio-Ossola, 20 residenti fuori regione ma deceduti in Piemonte.

SITUAZIONE CONTAGI
Sono 11.839 le persone finora risultate positive al “Coronavirus Covid-19” in Piemonte: 1.630 in provincia di Alessandria, 570 in provincia di Asti, 561 in provincia di Biella, 960 in provincia di Cuneo, 973 in provincia di Novara, 5.804 in provincia di Torino, 583 in provincia di Vercelli, 540 nel Verbano-Cusio-Ossola,169 residenti fuori regione ma in carico alle strutture sanitarie piemontesi. I restanti 45 casi sono in fase di elaborazione e attribuzione territoriale.
I ricoverati in terapia intensiva sono 447.
I tamponi diagnostici finora eseguiti sono 38.638, di cui 22.806 risultati negativi.

NOTA
Per la prima volta dall’inizio dell’emergenza, il numero dei guariti virologicamente (77) supera quello dei decessi (56).

In Italia calano i malati: 15362 morti

Si registra il primo calo di ricoveri in terapia intensiva dall’inizio dell’emergenza Covid-19. Sono 3.994 i malati di coronavirus ricoverati in terapia intensiva, 74 in meno rispetto a ieri. Di questi, 1.326 sono in Lombardia. Degli 88.274 malati complessivi, 29.010 sono poi ricoverati con sintomi – 269 in più rispetto a ieri – e 55.270 sono quelli in isolamento domiciliare.

Oggi per la prima volta abbiamo un dato molto importante. Il numero pazienti in terapia intensiva diminuisce di 74 ed è un notizia importante perché consente ai nostri ospedali di respirare. E’ il primo valore negativo da quando abbiamo avviato la gestione dell’emergenza“. Lo ha detto in conferenza stampa il capo della Protezione Civile, Angelo Borrelli.

Sono 15.362 i morti dopo aver contratto il coronavirus, con un aumento rispetto a ieri di 681. Venerdì l’aumento era stato di 766. 20.996 le persone guarite in Italia dopo aver contratto il coronavirus, 1.238 in più di ieri.

Sono 25 gli infermieri del Servizio sanitario nazionale deceduti per Covid-19. I contagiati sono arrivati a 5.500, 1.500 in più rispetto agli ultimi dati di sei giorni fa. Lo rende noto la Federazione Nazionale Ordini Professioni Infermieristiche (Fnopi) indicando che quella degli infermieri è la categoria sanitaria che conta il maggior numero di positivi: il 52% di tutti gli operatori.

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