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Timo è il terzo da sinistra

OGGI, 4 maggio 1945 Ivrea è libera

Oggi, per molti, ricomincia una nuova fase delle restrizioni causate dalla pandemia: riprendono alcune attività, nella speranza che i luoghi di lavoro ed i trasporti siano stati adeguatamente attrezzati. Attenzione a non confondere la riapertura con una sorta di “liberazione”. Dovremo essere molto attenti, perché una ripresa del contagio non è troppo remota. Occorre pretendere programmazioni serie ed un cambio di rotta nell’economia e nella politica delle privatizzazioni selvagge. Le “liberazioni” non sono mai subito e per sempre, come ci insegna la Storia…

LA RESA DEI TEDESCHI AI PARTIGIANI

Gli ultimi fuochi

Primo Corbelletti “Timo”

Gli ultimi, convulsi giorni dell’Aprile ’45 ci mostrano un’Ivrea in bilico fra la gioiosa speranza e la paura degli ultimi colpi di coda di quella che era stata una poderosa macchina bellica. Circa 60.000 soldati della Wermacht e 13.000 militi fascisti sono acquartierati in città e nei paesi limitrofi, con migliaia di carriaggi, armi, in una esplosiva miscela di rabbia e rassegnazione.

In una breve sintesi racconteremo la resa del potente esercito tedesco e dei servi repubblichini. I nobili baroni ariani si piegheranno alla firma non appena giungerà notizia della morte di Hitler.

Davanti a loro sarà, fra gli altri, un semplice artigiano divenuto Comandante della VII Divisione Garibaldi. A lui dovranno inchinarsi. Si chiamava Primo Corbelletti “Timo”…

25 Aprile 1945: “Aldo dice 26×1”. E’ l’insurrezione. I Partigiani scendono a liberare le città, gli operai occupano in armi le fabbriche per difenderle dalla distruzione.

27 aprile: I tedeschi abbandonano Torino; Biella è liberata dai Partigiani.

30 aprile: ad Ivrea, mentre i Partigiani ne occupano i dintorni, continuano ad arrivare truppe tedesche. Il CLN presieduto dall’ing. Aluffi si insedia a Villa Burzio.

La situazione in Canavese si deteriora: in molti paesi le truppe occupanti aprono il fuoco, gli ufficiali non hanno più il controllo dei propri uomini.

Mentre altrove si festeggia la libertà, in Canavese le truppe tedesche imperversano. Ancora vittime fra i civili e i partigiani. Incendi, violenze, terrore.

Ad Ivrea continuano le trattative tra Partigiani e tedeschi.

Il generale tedesco Schlemmer giunge a Vische il 1° maggio 1945 installando il comando presso il castello. La sua grande colonna procede giungendo da Caluso e Mazzè.

2 maggio ’45 – Il comandante tedesco Piker si incontra sulla Piazza del Distretto con il comandante Monti della VII G.L., e l’ing. Borello del C.L.N. di Ivrea: viene concordata la resa.

Il generale Schlemmer lascia il castello per recarsi a Biella per firmare la capitolazione.

Il trattato di resa viene firmato fra il Generale di Corpo d’Armata delle Truppe Alpine, Schlemmer, comandante la LXXV Armata, il Capitano Patrizio AMOORE, rappresentante della Missione Militare Inglese “Cherokee”, con il colonnello americano Giovanni M. BREIT ed i rappresentanti delle formazioni partigiane di Aosta, Biella e Ivrea.

La notizia provoca fughe, su automezzi carichi di viveri, di soldati che pensano ancora di poter rientrare in Germania.

Ivrea viene abbandonata dai nazifascisti intorno alle 13 del 3 maggio, i partigiani entrano trionfalmente nella città liberata e il comandante della VII GL Noto assume il comando.

4 maggio 1945: Ivrea è libera.

Fra il 3 e il 10 maggio truppe tedesche ormai allo sbando continuano però ad imperversare.

Soltanto l’undici maggio i tedeschi se ne vanno perfettamente equipaggiati e con molto materiale d’artiglieria al seguito, carri armati e autoblindo che si confondono tra l’incredibile treno composto da centinaia e centinaia di muli che trainano carriaggi e uomini.

——

In totale le vittime del nazifascismo in Canavese sono, tra Partigiani, Deportati, Internati e dispersi, circa 1.200, di cui circa 350 provenienti da altre aree d’Italia.

Commenti

Blogger: Mario Beiletti

Mario Beiletti
Oh bella ciao

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