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O egone, recte fecit?

O egone, recte fecit?
Nella vita devo cercare di essere più arco che freccia, perché l’arco è la forza che trascina, la freccia è quella che la subisce. Una premessa prima di continuare, quella di essere preparato nel fare del bene all’umana ingratitudine. E poi il bene non è nella grandezza, ma la grandezza nel bene. Penso che la coscienza di una vita bene trascorsa e il ricordo di molte buone azioni danno grande felicità e rimangono negli animi delle persone che mi hanno voluto bene perché il bene fatto non è mai perduto, si moltiplica all’infinito. Ma per fare del bene devo evitare di comparire, insomma essere come un fiore profumato, come la violetta che sta nascosta ma si conosce e si trova grazie al suo profumo. Nella vita sarò colpevole di tutto il bene che potevo fare e che non ho fatto, ma devo stare attento che se il bene ha una causa, non è più bene, se ha un effetto, la ricompensa, pure questo non è bene. Perciò, il bene è al di fuori del circolo vizioso delle cause e degli effetti, del dare per avere. A differenza del male, il bene è invisibile e non si può calcolare, né si può raccontare senza togliergli eleganza e senso. Il bene è fatto di un’infinità di piccole azioni, che, una dopo l’altra, forse un giorno, riusciranno a cambiare il mondo. Certo fare del male è facile, a volte basta allungare un braccio, fare un click suk mouse della tastiera del computer, invece per fare del bene è necessario uno sforzo, infatti l’occasione di far del male si trova cento volte al giorno, quella di far del bene forse una volta nella giornata. Ogni giorno il bene non devo farlo per sentirmi buono o per farmi bello, ma per sentirmi giusto nell’animo. Se faccio del bene a volte mi attribuiscono secondi fini egoistici, a volte fini elettorali, non importa, io continuo a fare del bene. Se realizzo i miei obiettivi, troverò falsi amici e veri nemici, ma pazienza. Se il bene che ho fatto domani verrà dimenticato. Beh non importa, continuo nel mio piccolo a fare del bene, perché il mondo è il mio paese, tutti gli uomini sono miei fratelli, e fare del bene mi procura felicità nell’animo. Alla sera prima di dormire mi viene spontaneo rivolgermi a me stesso nel fare un bilancio della giornata e pensare: “ Oh io, ho fatto del bene? O egone, recte fecit?
Favria 18.03.2019. Giorgio Cortese

Le persone possono dubitare di ciò che dico ma crederanno a ciò che compio.

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