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Nuove tasse: è l’ora della IUC

Da pochi giorni è passata la scadenza della Mini Imu e della Tares e già si parla delle nuove tasse del 2014.

Il 2014 inizia con tante novità in ambito fiscale, a partire dalla tassazione per la casa, per cui cambiano i nomi ma non la sostanza: bisognerà comunque versare tributi su proprietà, rifiuti e servizi di cui si usufruisce. E, per esempio, si passa dalla Tarsu, alla Tares, alla nuova Tari; debutta la Tasi, e resterà comunque l’Imu da pagare per i proprietari di immobili diversi dalla prima abitazione. Con l’approvazione della nuova Legge di Stabilità, quella Trise di cui avevamo sentito parlare è cambiata ancora diventando Iuc, imposta unica comunale, nuovo tributo che sotto un’unica voce ne comprende tre, Tasi, sui servizi indivisibili, Tari sui rifiuti, e appunto Imu, sulla componente immobiliare.

Ma questa composizione crea confusione nei contribuenti, una confusione che deriva anche dal fatto che per il pagamento di tali tributi, a parte l’Imu la cui data di scadenza è stabilita per il prossimo 16 giugno, mancano certezze su tempi ed eventuali aliquote di applicazione.

C’è innanzitutto da chiarire che se l’Imu dal 2014 dovrà essere pagata solo sulle seconde case, le altre due Tasi (tassa sui servizi indivisibili) e Tari (tassa sui rifiuti) saranno a carico di tutti.
Per sapere quanto si verserà di Iuc, il confronto va fatto tra Imu e Tasi, la componente della Iuc che riguarda direttamente gli immobili, e che sta creando più problemi, perché in realtà sia aliquote che detrazioni e meccanismo di calcolo sono a discrezione del singolo Comune.
Di certo si sa che la prima rata di pagamento, che era in programma per il 16 gennaio scorso, è slittata proprio a causa di confusioni e ritardi dei Comuni. Mentre la Tari sui rifiuti dovrà essere versata da chiunque produca rifiuti nell’immobile occupato, e quindi anche dagli inquilini, la Tasi, a differenza dell’Imu, dovrebbe essere pagata dal proprietario per una percentuale che va dal 70% al 90% e dall’inquilino dal 10% al 30%. E questo rappresenta un problema per gli inquilini che insieme alla Tari dovranno pagare anche una quota di “qualcosa” che in realtà non posseggono.
Per evitare, comunque, che il carico fiscale di questa imposta diventi pesante, la Legge di Stabilità ha previsto limiti sulle aliquote, per cui la somma di Tasi e Imu non può superare l’aliquota massima Imu. In pratica, il Comune potrà applicare, per la prima casa, un’aliquota massima dello 0,25% sulla rendita catastale rivalutata; sulla seconda casa e altri immobili si può passare da un’aliquota minima di 0,46% a una base di 0,76% fino alla massima di 1,06%, sempre sulla rendita rivalutata.

Insomma per i cittadini sempre nuove tasse!

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