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SAN MAURO. RSA “San Giuseppe”. Quelle falsità scritte sul volantino distribuito dai C.U.B.

SAN MAURO. RSA “San Giuseppe”. Quelle falsità scritte sul volantino distribuito dai C.U.B.
Gentili Ospiti, Familiari, Cittadinanza, Enti e Istituzioni, in merito allo sciopero di domenica 9.12.2018 presso la RSA “San Giuseppe” di San Mauro Torinese, la cooperativa ritiene doveroso fornire la propria versione in merito alle affermazioni contenute nel volantino elaborato dall’Organizzazione Sindacale CUB sanità e distribuito da alcune persone nel corso della giornata. IL MARGINE gestisce la Casa di Riposo dal 2006, anno in cui è subentrata ad una cooperativa che era in via di dissoluzione; IL MARGINE, comprendendo il valore che aveva la struttura per la cittadinanza di San Mauro, ha fin da subito investito molte risorse per risanare la situazione ereditata a suo tempo e riportare il servizio ad un buon livello qualitativo. A seguito dell’aggiudicazione della concessione del servizio nel 2013 e a motivo dell’importante funzione sociale della RSA San Giuseppe, IL MARGINE ha previsto e realizzato importanti lavori di ristrutturazione e ampliamento della struttura, recentemente conclusi ed interamente a carico della cooperativa, senza il ricorso a risorse pubbliche di alcun genere. IL MARGINE non si nasconde dietro ad un dito: gestire una RSA per anziani di dimensioni medio-piccole come il “San Giuseppe” non è per niente semplice, né per la cooperativa né per le operatrici che vi lavorano quotidianamente. Occorre infatti contemperare aspetti ed esigenze diverse in un quadro generale di per sé già molto difficile: tariffe regionali ferme da oltre 6 anni, carenza di risorse economiche disponibili, aggravamento delle condizioni medie di salute degli anziani ospitati, ecc. Non ultimo, occorre tenere conto che è molto difficile reperire risorse umane qualificate (Operatori Socio Sanitari) disponibili a causa dell’incomprensibile blocco dei corsi O.S.S. a livello regionale e provinciale: la scarsa disponibilità di O.S.S. da assumere affligge non solo IL MARGINE ma moltissime altre cooperative e organizzazioni del terzo settore che operano in questi ambiti! I parametri gestionali della RSA San Giuseppe sono determinati dalla normativa regionale di riferimento e le condizioni definite con il C.I.S.A. di Gassino (ente concedente) a seguito della concessione della struttura. IL MARGINE ha sempre rispettato questi parametri: prova ne è che tutte le ispezioni effettuate dagli enti preposti (Organismo di Vigilanza, N.A.S. dei Carabinieri, ecc.) hanno sempre dato esiti complessivamente positivi, al netto di piccoli correttivi prevalentemente in ambito strutturale. IL MARGINE, come in tutti gli altri 60 servizi che gestisce, ha sempre impostato l’organizzazione dei servizi ponendosi sì in ascolto delle istanze delle lavoratrici e dei lavoratori ma ben sapendo che occorre comunque garantire una corretta gestione delle strutture. In molti casi si è andati incontro alle esigenze delle operatrici, altre volte questo non è stato possibile: tutto ciò però fa parte della dinamica intrinseca degli ambiti lavorativi, nel naturale e doveroso rispetto dei ruoli di ciascuno. In questa dinamica, per esempio, le operatrici della RSA San Giuseppe hanno partecipato alla decisione di riorganizzare gli orari di lavoro, decidendo di distribuire un pacchetto di “ore lavoro” nelle fasce orarie che, TUTTE INSIEME, hanno identificato come più critiche. Analogamente, in merito ai diritti alle pause, alle ferie, ecc., ebbene tutte le lavoratrici ne hanno sempre goduto; parimenti quasi sempre sono state accontentate tutte le richieste di cambio turno per improvvise necessità familiari, ecc. Ne è prova che nella dinamica conflittuale degli ultimi mesi con i C.U.B. mai alcuna lavoratrice ha portato (e argomentato) esempi contrari in tal senso! Alcuni mesi fa i C.U.B. hanno aperto uno stato di agitazione contro IL MARGINE, minacciando lo sciopero e avviando tutte le varie procedure di legge. Trattandosi di servizi essenziali, in data 19.10.2018 IL MARGINE è stato convocato dal Prefetto di Torino per la procedura di raffreddamento. In quella sede IL MARGINE è andato notevolmente incontro alle richieste delle operatrici, in ordine a: - consegna sufficientemente anticipata dei turni di lavoro - garanzia di approvazione del piano ferie entro tempi certi - garanzia di fruizione delle pause per il reintegro delle energie psico-fisiche - destinazione di uno spazio per gli operatori in pausa - riorganizzazione delle prestazioni infermieristiche - ulteriore miglioramento delle misure inerenti la sicurezza sul lavoro - stabilizzazione di una figura a tempo determinato, previa sua domanda di adesione alla cooperativa in qualità di socio ordinario IL MARGINE, come concordato in sede prefettizia, in data 12.11.2018 ha inviato ai C.U.B. un documento contenente la riorganizzazione del servizio; entro il 19.11.2018 il sindacato, qualora ritenuto necessario, avrebbe dovuto richiedere un nuovo incontro. I C.U.B. non hanno mai richiesto nulla, ma hanno proclamato lo sciopero. Nella proclamazione dello sciopero i C.U.B. hanno espressamente indicato che tale sciopero avrebbe per loro prodotto la cancellazione dei due turni mattutini aggiuntivi (dalle ore 6 alle ore 10) espressamente previsti per migliorare le prestazioni mattutine (alzate, igiene, ecc.). Nella medesima comunicazione i C.U.B. affermavano che le alzate degli ospiti NON dovevano considerarsi “livelli essenziali”; secondo loro, dunque, il disagio che intendevano generare con lo sciopero avrebbe dovuto scaricarsi prevalentemente sugli anziani non in grado di alzarsi autonomamente che avrebbero dunque dovuto rimanere allettati tutto il giorno… Con comunicazione ai C.U.B. e agli organi preposti, IL MARGINE invece, ritenendo che essere alzati dal letto costituisca non già un mero servizio essenziale ma quasi un diritto di rango costituzionale, ha predisposto l’organizzazione del lavoro del 9.12.2018 in maniera tale da permettere a chiunque di scioperare, ma anche che tutti gli anziani potessero essere alzati dai letti! Prova ne è che nessuna operatrice è stata precettata e dunque anche il sacrosanto diritto di sciopero è stato rispettato! In data 9.12.2018 lo sciopero si è svolto. Sulle falsità scritte sul volantino distribuito dai C.U.B. durante lo sciopero 1) I carichi di lavoro in quanto tali (mansioni inerenti l’accudimento degli ospiti) non possono essere determinati da nessuno ma derivano dalle legittime necessità degli ospiti: è possibile provare ad organizzare il lavoro per renderli più o meno sostenibili e questo fa parte delle dinamiche più o meno conflittuali (in questo periodo purtroppo eccessivamente conflittuali…) tra Direzione e operatrici. (I C.U.B. fanno credere che IL MARGINE deliberatamente possono -e lo fanno! - senza alcun motivo aggravare apposta il lavoro delle operatrici…)  2) Le altre case di riposo funzionano con meccanismi analoghi. Certamente le case di riposo più grosse (esempio quelle con 120 / 150 posti letto) possono contare su economie di scala più efficaci e dunque possono apparire maggiormente efficienti. Purtroppo (o per fortuna…?) la RSA San Giuseppe ha mantenuto una dimensione quasi di tipo “paesano”, nel senso che è situata in centro paese, utilizza una struttura storica ma con molti limiti insuperabili (es. è su due piani…) e cerca di coniugare una buona assistenza con il mantenimento di un ambiente non asettico e quasi “ospedaliero”, tipico delle strutture di grandi e grandissime dimensioni. Le risorse economiche disponibili per la gestione della struttura, purtroppo, non abbondano; la cooperativa sta faticando molto nella ricerca di un sufficiente equilibrio economico e sovente i ricavi superano i costi! (I C.U.B. fanno credere che IL MARGINE deliberatamente decida di “non avere soldi” oppure, peggio, che in realtà ci siano e chissà quanti…. ma chissà dove vanno a finire…)  3) Le operatrici OSS sono regolarmente retribuite in applicazione del CCNL Cooperative Sociali (sottoscritto dalle Organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative CGIL-CISL-UIL), secondo il monte ore contrattuale di ciascuna; le eventuali ore lavorate in aggiunta sono regolarmente conteggiate e inserite in Banca Ore individuale per i successivi recuperi. (I C.U.B. fanno credere che IL MARGINE non paga le operatrici, non rispetta il loro monte ore - cioè fa lavorare e non riconosce le ore lavorate?...- Tali affermazioni sono evidentemente false e ai limiti della diffamazione…)  4) L’operatore OSS la cui “stabilizzazione” è stata decisa in sede prefettizia, era previsto che facesse domanda da socio ordinario; la quota sociale della cooperativa è di circa 3.600 euro (come per tutti gli oltre 500 soci della cooperativa). La quota sociale viene restituita al momento dell’uscita dalla cooperativa. IL MARGINE ha sempre onorato questo impegno in tutti i 40 anni della propria storia. Non si capisce perché il neo-socio non avrebbe dovuto erogare la quota sottoscritta: forse la tessera dei C.U.B. attribuisce diritti differenti da quelli di tutti gli altri soci? (I C.U.B. fanno credere che IL MARGINE estorca dei soldi per dare lavoro: questo è gravemente infamante, pretestuoso, deliberatamente falso e tendenzioso. Vaglieremo eventuali profili di responsabilità in tal senso…)  5) La pausa prevista presso la RSA San Giuseppe, precedentemente, era di tipo “diffuso”, cioè: definiti parametri minimi in ordine alla durata (totale e parziale), ogni operatrice era libera di definire la collocazione temporale della pausa, anche in base alla situazione contingente della struttura, in maniera autonoma e responsabile. Stante quanto evidenziato in sede prefettizia, e vista l’attitudine alla conflittualità ad ogni costo dei C.U.B., si è deciso di predeterminare durata e orario delle pause e di renderle soprattutto “tracciabili” in maniera trasparente: non vorremmo infatti che, dopo averne fruito normalmente, qualche operatore disonesto in futuro trovasse un qualche sindacato altrettanto disonesto che decida opportunisticamente di avviare una causa di lavoro affermando che non ha mai fatto la pausa e magari chiedendo una contropartita economica…!!!  (I C.U.B. fanno credere che IL MARGINE deliberatamente giochi sulla pelle degli ospiti, inventando pause fantasiose, con l’unico scopo di aggravare la situazione delle operatrici. Ma non sono proprio i C.U.B. ad affermare che i carichi di lavoro sono insostenibili? Se è così allora dovrebbero essere d’accordo nel garantire pause adeguate!...)  6) La stanza per il personale è oggettivamente un po’ piccola (abbiamo già detto sui limiti oggettivi della struttura…) ma occorre sottolineare che serve ad una persona per rilassarsi per periodi di tempo limitati (15 e 30 minuti). Stiamo lavorando per renderla più calda (abbiamo già installato una stufetta elettrica) e confortevole, ma questo i C.U.B. già lo sanno, fingendo di non saperlo… (I C.U.B. fanno credere che IL MARGINE possa disporre presso il San Giuseppe di chissà quali spazi e che volontariamente lasci le proprie socie-lavoratrici in ambienti freddi e angusti per il gusto di farle stare male…)  Non è volontà della cooperativa sociale IL MARGINE acuire le conflittualità e aumentare le distanze tra Direzione ed équipe della RSA San Giuseppe: purtroppo questo sciopero, totalmente immotivato e pretestuoso, non contribuisce al rasserenamento del clima e alla risoluzione (ovviamente nei limiti del possibile…) delle problematiche portate dalle lavoratrici. I continui e pervasivi atteggiamenti, presenti da alcuni mesi al San Giuseppe, esclusivamente finalizzati a fomentare dissidi, conflitti, contrasti tra e con il personale della RSA San Giuseppe, alla fine dei conti, a chi stanno giovando…?

IL MARGINE

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