Harpa, arpa.
L’arpa, è il più antico strumento musicale a corde conosciuto. La parola "harpa" o "arpa" viene dall'antico sassone e significa "pizzicare". Dal XIII secolo questo termine fu applicato specificamente per l'arpa triangolare in opposizione alla lira. L'antico termine gaelico per uno strumento a corde di metallo era "Cruit" e fu applicato all'arpa verso il 1200. Il termine successivo utilizzato in Scozia e in Irlanda per l'arpa "celtica" fu clarsach o cláirseach. Fonti scozzesi dei secoli XV e XVI mostrano che entrambi i termini "arpa" e "clarsach" erano in uso comunemente a quell'epoca, e sembrano indicare che ci fosse una distinzione tra le arpe in stile europeo, cordate in budello animale, e le clarsachs gaeliche, cordate in metallo. Oggi noi conosciamo le arpe gaeliche come "irlandesi", "celtiche", "folk", "clarsach scozzese" o "arpe a levette". La maggior parte delle arpe popolari sono cordate con una combinazione di nylon, metallo, budello o fibra di carbonio. L'arpa di tradizione gaelica, l'arpa irlandese, continua ad essere cordata in ottone o in bronzo. Bisogna dire che nessuno sa realmente dove l'arpa ebbe origine, vi sono fonti antichissime che testimoniano contemporaneamente la sua presenza in parti del mondo molto lontane tra loro, e non sapremo mai come suonavano le arpe in epoca preistorica. Una delle prime scoperte di strumenti musicali mostra uno strumento che assomiglia ad un'arpa raffigurato su pitture rupestri risalenti al 15.000 a.C. in Francia. Si pensa che le prime arpe derivino dall'arco da caccia, infatti la corda tesa tra i due estremi dell'arco produce un suono. In Egitto, alcune delle più antiche immagini di arpe arcuate provengono da tombe di faraoni risalenti a circa 5.000 anni fa, questi geroglifici mostrano che sono esistite molte arpe in Egitto come nella tomba del faraone egiziano Ramses III, 1198-1166 a.C. nell’Antico Egitto le arpe misuravano fino a 2 metri di altezza con 19 corde ed erano suonate stando seduti o in piedi. Le arpe erano molto popolari nell'antica Assiria e in Mesopotamia e montavano da 12 a 15 corde ed erano simili agli strumenti arcuati suonati in Egitto circa alla stessa epoca. Erano arpe angolari che differiscono da quella che noi oggi chiamiamo arpa in quanto mancava il segmento anteriore, la colonna. Era suonata in posizione capovolta rispetto all'attuale orientamento dello strumento: con i piroli, o caviglie, sul fondo e la cassa armonica in alto. Nell’Antica Grecia si nominamo sia le arpe che la lira. Il loro sviluppo coincide con lo progresso di scale musicali matematiche. Nel VI secolo a.C., Pitagora scoprì i rapporti numerici corrispondenti agli intervalli della scala musicale. I greci sono anche considerati gli inventori dell'arpa eolica, un'arpa suonata dal vento. L’antica Roma non sembra aver dato una grande importanza alla musica paragonata ad altre civiltà antiche. Con il declino dell'Impero Romano, la musica sembrava essersi estinta e ci sono pochissimi riferimenti storici per mezzo millennio. Nella prima società europea dopo la caduta di Roma, impressioni di arpe-lira sono state trovate sulle monete dei Galli pre-cristiani. L'arpa e la cultura musicale, in generale, sembra poi essere scomparsa nel Medioevo. Questi secoli sono avvolti nel mistero. Dopo quei secoli di oscurità nelle fonti storiche, la lira, anticipatrice dell'arpa medievale triangolare, riapparve nella civiltà europea occidentale. Nel IV secolo d.C., nel culto della Chiesa venivano utilizzati tipi di canti monastici anteriori ai canti gregoriani. L'arpa diventò lo strumento preferito per accompagnare le voci dei monaci, diventando così uno dei pochi strumenti consentiti nella Chiesa antica, dove corno, tamburo e sonagli erano considerati strumenti del diavolo. Nel corso del V secolo, la Scuola di Musica papale fu fondata in Irlanda, dove veniva insegnata l'arpa-lira. Probabilmentel’Irlanda fu la prima ad adottarla facendone poi un simbolo nazionale anche se la Scozia e il Galles ne rivendicano la priorità. Durante tutto il Medio Evo, l’arpa ebbe grande favore, era considerata uno strumento aristocratico, suonato nelle corti davanti ai re per accompagnare canti e danze e fu utilizzata da menestrelli e chansonniers, i quali, per guadagnarsi da vivere, si spostavano da una città all’altra con piccole arpe con le quali accompagnavano il loro canto che trattava di storie e raccontava notizie. Ci furono poi trovatori e trovieri in Francia, Minnesanger in Germania, cantori girovaghi in Irlanda. Le arpe erano abbastanza piccole da essere tenute in braccio dal suonatore. Avevano da 7 a 25 corde in metallo, o di budello, e avevano una stretta cassa di risonanza. Nel quattrocento comun quel’arpa fu soppiantata dal liuto e andò gradualmente in disuso fino all’inizio del XVIII secolo. Lo strumento subì molte trasformazioni nel corso dei secoli. Oltre al fatto che, come già ricordato, la forma triangolare dello strumento con colonna, entrò stabilmente in uso dal IX secolo, già dall’XI o XII secolo il lato superiore dell’arpa, modiglione, inizia ad assumere un’elegante curvatura a collo di cigno, che oggi chiamiamo curva armonica, che permetteva un migliore rapporto tra la lunghezza della corda e la sua tensione in funzione dell’altezza del suono da produrre. Dal XIV secolo le dimensioni dello strumento, arpa gotica, diventano più grandi e sono montate mediamente da 26 a 30 corde di budello. Aveva una cassa armonica piuttosto stretta generalmente scavata da una tavola di legno. Si trattava sempre di un’arpa diatonica e cioè era in grado si suonare solo sette note naturali per ogni scala, come le note dei soli tasti bianchi del pianoforte. In Italia era diffuso, dal 1580 circa, uno strumento, proveniente dall’Irlanda, chiamato arpa doppia, che aveva 58 corde disposte su due file, ordini, di corde che permettevano così di suonare tutti i gradi della scala cromatica. Non si conoscono musiche per arpa di quel tempo. Solo nel Cinquecento in Italia e in Spagna compaiono i primi esempi di musica scritta per arpa. Il primo fu Claudio Monteverdi, che nel 1607 con l’opera Orfeo, l’utilizzò razionalmente e in funzione della tecnica particolare le dedicò un ruolo solistico per simboleggiare la lira suonata da Orfeo. Poi venne utilizzata da Christoph Willibald Gluck nell’opera Orfeo ed Euridice.All’inizio del XVIII secolo,Jacob Hochbruker, un liutaio tedesco, ebbe l’idea di modificare la tensione di ogni corda dell’arpa mediante comandi dati a mezzo di pedali. Questi erano collegati a tiranti passanti attraverso la colonna e terminanti con una serie di piccoli ganci ai quali erano attaccate le singole corde. Agendo sui pedali si modificava ciascuna corda di una lunghezza pari a un semitono, e quindi si poteva quindi evitare la seconda fila di corde dell’arpa doppia. Lo strumento fu poi perfezionato dai francesi Georges e Jacques Cousineau. Per questo strumento W.A.. Mozart scrisse nel 1778 il Doppio Concerto per flauto e arpa K299.Verso la fine del ‘700 nacque quindi la versione moderna dell’arpa. Difatti nel 1786 Sébastien Erard sostituì il sistema dei gancetti con delle forcelle montate su piccoli dischi di metallo che potevano ruotare mettendo così la corda più o meno in tensione. Nel 1801 furono costruite le prime arpe a doppio movimentoin cui le corde potevano essere innalzate due volte da un doppio movimento dei pedali corrispondenti. Questi strumenti sono oggi conosciuti in occidente come “arpa Erard”. L’arpa Erard ha 46 -47 corde per un’estensione di sei ottave e mezza che è la più ampia di tutti gli strumenti dell’orchestra. Lo strumento tuttavia è ancora diatonico avente cioè sette corde e quindi sette note per ogni ottava Le corde del registro acuto sono di budello o di nylon, quelle del registro medio sono di seta ricoperta di acciaio mentre quelle nel registro grave sono di acciaio. L’elevato numero di corde rende difficile l’accordatura e l’individuazione della nota attribuita a ciascuna corda w pwe questo motivo tutte le corde della nota DO, non ricoperte di filo metallico, sono rosse mentre quelle di Fa sono blue le rimanenti bianche. Pensate che l’arpa Erard da concerto è costituita da più di 1.4000 pezzi. Esiste un modello di arpa di tipo cromatico, arpa di Pleyel, che non ha bisogno di pedali avendo però montate dodici corde per ottava e questo comporta evidentemente una diversa tecnica per suonare lo strumento. Ritengo bellissimo il suono dell’arpa, dolce ma non flebile, per nulla meccanico e anzi vago, risonante, poetico e di grande delicatezza e per questo molti compositori le hanno dedicato delle partiture con una straordinaria forza espressiva. Vedere suonare l’arpa, l’arpeggio, successione più o meno veloce di una serie di note ordinatamente dalla più grave alla più acuta o viceversa posso dire che è un grandissimo esercizio di agilità con entrambe le mani. In conclusione posso consigliare tra i numerossimi concerti per arpa e suo utilizzo: J. Rodrigo: Cocierto de Aranjuez, versione per arpa, questa composizione è una pietra miliare tra le composizioni per chitarra. Poi l’usignolo, la più popolare composizione del russo Aleksandr Alyabiev, anche Alabiev o Alableff, questa canzone intitolata l’Usignolo è basata su una poesia di Anton Delvig, scritta mentre si trovava in prigione nel 1825. Il brano divenne famoso quando l’aria fu introdotta da alcuni soprani nella scena del Il Barbiere di Siviglia di G. Rossini quando Rosina prende lezioni di canto. Interludio,Tempo, C. Debussy nella Danse sacrée e Danse profane per arpa e orchestra d’archi, e molti sarebbero da citare per la bellezza dell’animo nell’ascoltare questo bel strumento musicale e solo così potete capire perché una volta i suonatori di arpa erana tenuti in grande considerazione nelle corti reali
Favria, 17.08.2021 Giorgio Cortese
L’emergenza sangue non va mai in vacanza, prima di partire Ti aspettiamo a Favria MERCOLEDI’ 25 AGOSTO 2021 cortile interno del Comune dalle ore 8 alle ore 11,20. Abbiamo bisogno anche di Te. Donate il sangue, donate la vita! Attenzione, per evitare assembramenti è necessario sempre prenotare la vostra donazione. Portate sempre dietro documento identità. a Grazie per la vostra collaborazione. Cell. 3331714827- grazie se fate passa parola e divulgate il messaggio
Buona giornata. Ogni il nostro animo è simile ad una arpa e sta a noi trarne dolce musica oppure suoni confusi. Felice martedì.
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