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Cronaca
24 Aprile 2026 - 20:04
Cuneo, il prof che morse un alunno risarcirà la vicina per stalking (foto di repertorio)
Una vicenda giudiziaria complessa, che intreccia episodi diversi e torna ora in aula con un possibile epilogo. A Cuneo si avvia verso una conclusione il processo per stalking a carico dell’insegnante di scuola superiore già finito sotto i riflettori per un altro caso: quello del morso a un alunno in classe, per il quale era stato assolto per legittima difesa.
Il nuovo procedimento riguarda invece una denuncia presentata da una infermiera trentenne, sua ex vicina di casa a Savigliano, che ha raccontato in tribunale una serie di comportamenti ritenuti persecutori, tanto da costringerla a lasciare l’abitazione.
Secondo la testimonianza della donna, la situazione sarebbe andata avanti per mesi. Tra gli episodi riferiti, la presenza di messaggi anonimi lasciati sotto la porta, presunti pedinamenti e comportamenti considerati invasivi. In aula ha dichiarato di non aver mai avuto motivi di contrasto con il vicino, ma di essersi sentita progressivamente sotto pressione.
Nel suo racconto, ha parlato anche di episodi singolari, come la sensazione di essere osservata mentre si trovava in casa e il sospetto che l’uomo cercasse di origliare dietro la porta. In un’occasione avrebbe inoltre notato il vicino mentre nascondeva alcuni oggetti – tra cui pacchetti di cracker – sotto il suo zerbino.
Una situazione che, secondo la querelante, avrebbe avuto un impatto crescente sulla sua quotidianità, fino alla decisione di lasciare l’alloggio e tornare a vivere dai genitori.
Di fronte alle accuse, l’insegnante imputato ha respinto ogni addebito, parlando di incomprensioni e screzi di vicinato. In aula ha ridimensionato i rapporti con la donna, riferendo di tensioni legate a questioni banali, come il fatto che – a suo dire – la vicina “non salutava”.
Nel corso dell’udienza, tuttavia, le parti hanno aperto alla possibilità di un accordo risarcitorio. Una soluzione che, se formalizzata, porterebbe alla remissione della querela da parte della persona offesa e quindi alla chiusura del procedimento penale.
La vicenda si inserisce in un contesto già noto all’opinione pubblica locale, legato al precedente episodio scolastico. In quel caso, oltre all’assoluzione per legittima difesa, era caduta anche l’accusa di abuso dei mezzi correttivi per mancanza di querela.
Ora il percorso giudiziario potrebbe concludersi senza una sentenza nel merito, attraverso un accordo tra le parti. Resta però il quadro emerso in aula: una convivenza di vicinato deteriorata e sfociata in una denuncia per stalking, con conseguenze rilevanti sulla vita personale della presunta vittima.

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