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Cronaca
24 Aprile 2026 - 14:22
Rapina all’ufficio postale dopo il rifornimento di contanti: presi i tre presunti autori del colpo (immagine di repertorio)
Un ufficio postale di paese, un rifornimento di contanti appena effettuato, tre uomini con il volto coperto e una fuga preparata nei dettagli. A mesi dalla rapina messa a segno il 5 novembre 2025 a Solonghello, in provincia di Alessandria, arriva la svolta investigativa: i Carabinieri della Compagnia di Sesto San Giovanni hanno individuato i tre presunti autori del colpo, tutti di nazionalità italiana.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i tre entrarono nell’ufficio postale armati di pistola e intimarono alla direttrice di aprire la cassaforte. Un’azione rapida, mirata, avvenuta poco dopo il passaggio di un furgone blindato che aveva appena rifornito di denaro l’ufficio. Un dettaglio decisivo, che fin dall’inizio ha fatto pensare a un colpo pianificato, messo in atto nel momento più favorevole.
Il bottino fu consistente: circa 83.500 euro in contanti. Poi la fuga, prima a bordo di un motociclo, successivamente ritrovato abbandonato. Le indagini hanno permesso di ricostruire anche gli spostamenti precedenti alla rapina: due degli indagati sarebbero partiti da Milano utilizzando un motorino rubato, per poi raggiungere Solonghello e unirsi al terzo complice, che li avrebbe attesi su un’autovettura usata come “staffetta”.
Un meccanismo che, secondo gli inquirenti, serviva a controllare gli spostamenti e agevolare la fuga dopo il colpo. Non un’azione improvvisata, dunque, ma una rapina organizzata con attenzione, dall’utilizzo dei mezzi rubati alla scelta del momento in cui entrare in azione.
I tre presunti responsabili devono ora rispondere, in concorso, di ricettazione, rapina, detenzione illegale di armi e porto illegale di armi in luogo pubblico, con aggravanti. Dopo l’arresto sono stati trasferiti nelle case circondariali di Monza e Milano, a disposizione dell’Autorità giudiziaria procedente.
Per Solonghello, piccolo centro dell’Alessandrino, quella rapina aveva rappresentato un episodio particolarmente grave e insolito, anche per le modalità con cui era stata eseguita: l’irruzione armata, la direttrice costretta ad aprire la cassaforte, il bottino elevato e una fuga costruita su più mezzi.
La svolta arrivata con l’indagine dei carabinieri restituisce ora una prima risposta a una vicenda che aveva destato forte preoccupazione. Sarà il percorso giudiziario a definire ruoli e responsabilità, ma il quadro ricostruito dagli investigatori racconta già un colpo preparato pezzo dopo pezzo, con tempi, mezzi e movimenti studiati prima dell’assalto.

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