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Cronaca
23 Aprile 2026 - 13:46
Dopo l'esplosione di martedì 21 aprile davanti alla porta d'ingresso della Procura, oggi è stato il momento delle verifiche sul campo.
Questa mattina il Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, convocato ieri dal prefetto di Torino Donato Cafagna, ha effettuato un sopralluogo nel comprensorio del Business Park Dora Baltea che ospita Procura, Tribunale e uffici del Giudice di Pace.
Presenti, la presidente del Tribunale Antonia Mussa, la procuratrice capo Gabriella Viglione, insieme ai vertici delle forze dell’ordine: i comandanti della compagnia dei carabinieri di Ivrea, della Guardia di finanza e rappresentanti della questura. Un’ispezione operativa, conseguenza diretta della riunione di ieri, dalla quale erano già emerse le prime decisioni: provvedimenti di somma urgenza per innalzare il livello di sicurezza degli uffici giudiziari eporediesi.
Tra i nodi che andranno risolti in tempi strettissimi, la vulnerabilità strutturale diffusa, che non riguarda solo l’edificio A — quello della Procura — ma l’intero complesso.
In particolare, sotto la lente sono finiti gli edifici B e C, con una criticità evidente: il sistema di controllo degli accessi è attivo solo per l’edificio C, dove hanno sede Tribunale e Procura, mentre il Giudice di Pace e altre funzioni - come le fasce deboli - ospitate nell’edificio B restano di fatto fuori dal perimetro protetto.
È proprio da uno degli spazi aperti e accessibili — un parcheggio pubblico che circonda l’area — che ieri sera è stato lanciato l’ordigno esploso davanti all’ingresso della Procura.
Un episodio che, se da un lato non ha causato feriti, dall’altro ha riportato con forza al centro dell’attenzione un problema noto da tempo. Come ha sottolineato la stessa procuratrice generale Lucia Musti, si tratta della “vulnerabilità del tribunale e della Procura di Ivrea, che patiscono il vizio originale dell’inadeguatezza totale delle strutture”.
Il punto, infatti, non è solo la dinamica dell’esplosione — ancora al vaglio degli investigatori, che parlano di un atto dimostrativo — ma il contesto in cui è avvenuta. Un contesto fatto di recinzioni basse, spazi aperti, edifici progettati per tutt’altra funzione.
Perché il Business Park Dora Baltea nasce come area direzionale e produttiva, ricavata da una porzione dell’ex Montefibre, e solo in un secondo momento è stato adattato — per necessità — a ospitare gli uffici giudiziari. Una scelta emergenziale, che ha permesso di concentrare funzioni prima disperse in sedi diverse, ma che ha lasciato irrisolte criticità strutturali e di sicurezza mai del tutto affrontate.
Eppure, proprio in quelle aule si celebrano alcuni dei processi più delicati del territorio, dalle inchieste sulla criminalità organizzata ai procedimenti sulla pubblica amministrazione, fino al prossimo dibattimento sulla tragedia di Brandizzo. Senza dimenticare il processo Echidna, che indaga le infiltrazioni della ’ndrangheta negli appalti e nei cantieri del Nord.
Una contraddizione che oggi appare ancora più evidente: un presidio giudiziario di primo piano, ma ospitato in una struttura esposta.
Il sopralluogo di questa mattina segna un primo passo, ma anche un punto di non ritorno. Dopo il boato, dopo le verifiche, dopo le parole delle istituzioni, la sicurezza degli uffici giudiziari di Ivrea non può più restare un tema rinviato.

L'ordigno con misccia è stato fatto esplodere davanti alla porta d'ingresso della Procura
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