Le testimonianze delle ragazze, alcune poco più che maggiorenni, stanno facendo emergere nuovi dettagli sul presunto giro di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione legato al mondo della movida e dello sport. L’inchiesta della Procura di Milano, diretta da Marcello Viola, prosegue su più fronti: dalle audizioni delle giovani fino alla ricerca dei flussi di denaro e all’analisi dei dispositivi sequestrati.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, almeno il 50% dei compensi per le prestazioni sessuali veniva trattenuto dagli organizzatori, con i pagamenti che avvenivano al termine delle serate nei locali vip e proseguivano negli hotel di lusso. Parallelamente, è partita la “caccia” ai conti esteri dove sarebbero stati trasferiti i proventi illeciti.
Al centro dell’indagine, coordinata dall’aggiunta Bruna Albertini e condotta dal Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di finanza, c’è la presunta struttura organizzata attorno all’agenzia Ma.De Milano, ritenuta una società “schermo”. Due giorni fa sono stati disposti gli arresti domiciliari per Emanuele Buttini e Deborah Ronchi, compagni nella vita e indicati come “promotori e dominus” dell’associazione per delinquere, insieme a Alessio Salamone e Luz Luan Amilton Fraga, che si sarebbero occupati della gestione delle ragazze e del cosiddetto “dopopartita” degli atleti. I quattro saranno interrogati dalla gip Chiara Valori il prossimo 27 aprile.

Un altro filone centrale riguarda l’analisi dei telefoni sequestrati, ma anche di quelli consegnati dalle testimoni. Gli investigatori stanno lavorando su una lunga lista di “parole chiave”, tra cui figurano oltre 60 cognomi di calciatori, tra cui Bastoni, Leao, Vlahovic, Bellanova, Calafiori, Bisseck, Pinamonti, Ricci, Scamacca e molti altri. Tutti non indagati. Quei nomi, spiegano gli inquirenti, compaiono in alcune intercettazioni o in altre attività investigative e servono esclusivamente per effettuare verifiche incrociate tra chat, testimonianze e movimenti bancari.
Dalle carte emergono anche bonifici diretti da calciatori verso gli arrestati per una cifra complessiva vicina ai 200mila euro, ma anche in questo caso sarà necessario chiarire se i pagamenti riguardassero effettivamente il “servizio extra” oppure altre attività. Non si esclude che alcuni sportivi possano essere convocati come testimoni nelle fasi successive dell’indagine.
Le audizioni delle giovani proseguono da tre giorni. Tutte non indagate, stanno contribuendo a ricostruire il funzionamento del sistema, che – secondo gli atti – poteva contare su “un centinaio di ragazze”, italiane e straniere, alcune delle quali “disponibili anche come escort”. Una delle giovani che aveva denunciato nell’agosto 2024 aveva dichiarato che «Ronchi e Buttini trattenevano almeno il 50% dell'importo pagato, consegnando alla ragazza il resto» e che le partecipanti dovevano «versare anche il canone d'affitto delle camere». Nelle testimonianze compaiono anche riferimenti al consumo di gas esilarante «con palloncini» e all’organizzazione logistica, con persone incaricate di «contattare i clienti», «selezionare le ragazze» e gestire gli spostamenti tramite autisti.
Sul fronte economico, la gip ha già disposto un sequestro preventivo finalizzato alla confisca per oltre 1,2 milioni di euro nei confronti di tre arrestati e di un altro indagato. Gli investigatori stanno cercando di rintracciare e bloccare le somme, ritenute frutto di autoriciclaggio. Parte dei proventi sarebbe stata trasferita su conti esteri, in particolare su quattro conti in Lituania, dai quali però il denaro risulterebbe già spostato.
L’inchiesta resta aperta e in piena evoluzione, con l’obiettivo di chiarire la portata del presunto sistema e le responsabilità di tutti i soggetti coinvolti.