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Cronaca
22 Aprile 2026 - 18:31
Neonazismo online tra giovanissimi (foto di repertorio)
Una rete giovane, digitale e pericolosamente radicalizzata. È questo il quadro che emerge dall’inchiesta della Procura di Milano che ha portato agli arresti domiciliari un diciannovenne di Pavia, accusato di far parte di un circuito neonazista e antisemita attivo online. Un’indagine che racconta una nuova forma di estremismo, lontana dalle vecchie strutture politiche e sempre più radicata tra social e piattaforme di messaggistica.
L’operazione, condotta dalla Digos, ha coinvolto l’intero territorio nazionale con 15 perquisizioni, nove delle quali nei confronti di minorenni. Un dato che evidenzia la giovane età dei soggetti coinvolti e la profondità del fenomeno. Secondo la gip di Milano Rossana Mongiardo, quelle piattaforme erano in grado di favorire «pericolosi fenomeni emulativi» e «processi di radicalizzazione ideologica».
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Al centro dell’inchiesta c’è la chat denominata “Terza Posizione”, un richiamo diretto all’omonima formazione eversiva neofascista degli anni Settanta. Ma, secondo gli inquirenti, non si trattava solo di propaganda. Il pm Alessandro Gobbis sottolinea come non si fosse di fronte a «mere velleità irrealizzate», bensì a propositi concreti che puntavano a trasferire l’attività dal web alla realtà, con l’obiettivo di creare veri e propri «Squadroni d’Azione Rivoluzionaria».
Nelle conversazioni analizzate emergono contenuti estremamente violenti: si parla di una nuova «Marcia su Roma», si invitano i partecipanti a scendere in strada con «la mazza da baseball», a portare «un coltello» o «una molotov». Accanto a questi, frasi di odio esplicito, tra cui: «un giorno useremo la testa di ogni singolo ebreo come palla da calcio».
La propaganda non si fermava alle chat. Il diciannovenne arrestato utilizzava anche i propri profili social, in particolare TikTok, per diffondere contenuti xenofobi e antisemiti. In uno dei video compaiono le immagini della presidente del Consiglio Giorgia Meloni e della segretaria del Pd Elly Schlein, entrambe definite «un burattino degli ebrei».
Dalle intercettazioni emergono inoltre giudizi sprezzanti verso figure dell’estrema destra tradizionale, come Roberto Fiore, leader di Forza Nuova, considerato troppo moderato. Al contrario, compaiono apprezzamenti per Adolf Hitler, definito da uno degli utenti «il miglior leader fascista».

L’indagine si intreccia anche con altri filoni investigativi. In particolare, vengono citati riferimenti al gruppo di estrema destra “Articolo 52”, già coinvolto in una distinta inchiesta della Procura di Milano per ronde e azioni punitive contro giovani stranieri, indicati come “maranza”. Tra gli episodi contestati figura il pestaggio di un giovane straniero avvenuto a marzo in zona Darsena, poi rivendicato online.
Durante le perquisizioni sono stati sequestrati dispositivi elettronici, materiale di propaganda neonazista, armi bianche e, in un caso, elementi compatibili con la fabbricazione di esplosivi. Un quadro che, secondo gli investigatori, conferma la pericolosità concreta della rete e la necessità di intervenire tempestivamente.
L’inchiesta apre uno squarcio su una radicalizzazione che corre veloce tra i più giovani, alimentata da contenuti estremi e dinamiche di gruppo che possono trasformare l’odio virtuale in violenza reale.
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