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Cronaca
22 Aprile 2026 - 16:49
Omicidio nel Monferrato, in carcere l’ex convivente: ipotesi femminicidio
Una vicenda ancora avvolta da molti punti da chiarire, ma che fin da subito ha assunto i contorni più gravi. A Vignale Monferrato, nell’Alessandrino, gli inquirenti stanno lavorando sull’ipotesi di femminicidio per la morte di Loredana Ferrara, 53 anni, uccisa nel tardo pomeriggio del 20 aprile. In carcere si trova l’ex convivente, Silvio Gambetta, 57 anni, attualmente accusato di omicidio.
Secondo quanto emerso finora, la tragedia si sarebbe consumata tra salita per piazza Italia e via Manzoni, dove la donna sarebbe stata prima investita e poi colpita con un’arma da taglio. Una dinamica particolarmente violenta, su cui gli investigatori stanno cercando di fare piena luce, ricostruendo con precisione la sequenza dei fatti e le responsabilità.
Quando i carabinieri sono arrivati sul posto, hanno trovato Gambetta in silenzio. Un atteggiamento che è proseguito anche nelle ore successive: assistito dal proprio legale, l’uomo si è avvalso della facoltà di non rispondere e, al momento, non risultano confessioni. Un elemento che rende ancora più delicato il lavoro degli inquirenti, chiamati a ricostruire ogni dettaglio attraverso rilievi, testimonianze e accertamenti tecnici.
L’ipotesi di femminicidio rappresenta uno dei passaggi più rilevanti dell’indagine. Non si tratta soltanto di una qualificazione giuridica, ma di un inquadramento che tiene conto del contesto relazionale tra vittima e indagato, oltre che delle modalità dell’azione. Saranno gli sviluppi investigativi e gli atti formali, a partire dall’interrogatorio di garanzia, a chiarire se questa ipotesi verrà contestata ufficialmente.
Intanto, il paese si stringe attorno al ricordo di Loredana Ferrara. La donna era conosciuta nella comunità e aveva partecipato, solo pochi mesi fa, alla Staffetta per la Pace insieme al Club Monferrato degli Infernot. Proprio l’associazione ha organizzato per venerdì 24 aprile una fiaccolata, con ritrovo alle 20.30 in piazza del Popolo. Un momento collettivo per ricordarla e per esprimere vicinanza alla famiglia.
Nelle stesse ore, la parrocchia ha scelto un momento più raccolto, con un rosario in suffragio, rinviando eventuali altre iniziative commemorative. Due modalità diverse, ma unite dallo stesso bisogno: trasformare il dolore in memoria condivisa.
Resta il quadro di una vicenda che ha scosso profondamente la comunità locale. Da una parte il lavoro degli inquirenti, ancora in corso, dall’altra il lutto e lo sgomento di un territorio che si interroga su quanto accaduto. In attesa che la giustizia faccia il suo corso, il nome di Loredana Ferrara si aggiunge a una lunga lista di donne uccise in contesti di relazioni personali, riportando ancora una volta al centro il tema della violenza di genere.

Immagine di repertorio
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