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Cronaca
22 Aprile 2026 - 16:05
Violenza in Barriera di Milano, il Questore chiude un bar: sospesa la licenza
Una misura drastica, che arriva dopo una notte di violenza e riaccende i riflettori sulla sicurezza in Barriera di Milano. A Torino il Questore ha disposto la sospensione per 30 giorni della licenza di un bar, ritenuto punto critico per l’ordine pubblico dopo i gravi disordini avvenuti nei giorni scorsi.
Il provvedimento, adottato ai sensi dell’articolo 100 del TULPS, è la conseguenza diretta di quanto accaduto il 18 aprile, quando diverse segnalazioni al numero di emergenza avevano fatto scattare l’intervento delle Volanti e del Reparto Prevenzione Crimine. In strada si era sviluppata una violenta lite tra più persone di origine nordafricana, culminata in un episodio particolarmente allarmante: un uomo, poi arrestato, si era liberato di un machete poco prima dell’arrivo degli agenti.
Si tratta di un cittadino marocchino di 42 anni, fermato con le accuse di porto abusivo di armi e resistenza a pubblico ufficiale. Un intervento che, però, non si è esaurito con l’arresto. Gli accertamenti successivi hanno infatti portato gli operatori a concentrare l’attenzione su un esercizio commerciale della zona, all’interno del quale si erano rifugiati alcuni dei soggetti coinvolti nei disordini.
È proprio all’interno del locale che gli agenti hanno trovato un quadro ancora più preoccupante. Durante le perquisizioni sono stati rinvenuti e sequestrati diversi oggetti atti ad offendere: coltelli di grandi dimensioni, un altro machete, un’ascia, un’accetta e un martello. Elementi che hanno contribuito a rafforzare la valutazione di pericolosità dell’attività.
Alla luce di quanto emerso, il bar è stato ritenuto una fonte concreta e attuale di pericolo per l’ordine pubblico e la sicurezza, con il rischio di compromettere la tranquillità della vita collettiva nel quartiere. Da qui la decisione del Questore di disporre la chiusura temporanea dell’esercizio, con effetto immediato a partire dal 21 aprile.
Il provvedimento si inserisce nel quadro delle attività di prevenzione e controllo del territorio, in un’area della città da tempo al centro dell’attenzione per episodi di tensione e microcriminalità. L’obiettivo è chiaro: intervenire non solo sui singoli reati, ma anche sui contesti ritenuti potenzialmente pericolosi, per ridurre il rischio di nuovi disordini.
Resta il segnale lanciato dalle autorità: quando un locale viene considerato un punto di aggregazione problematico o teatro di episodi violenti, possono scattare misure incisive. In questo caso, trenta giorni di chiusura che pesano non solo sull’attività commerciale, ma che rappresentano anche un messaggio preciso sul fronte della sicurezza urbana.
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