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Cronaca
22 Aprile 2026 - 11:27
Fumo, boato e paura: lanciato un ordigno rudimentale nel parcheggio. Si indaga tra pista intimidatoria e gesto isolato
Un boato improvviso, poi una colonna di fumo che si alza nel buio. È iniziata così la notte davanti al tribunale di Ivrea, dove intorno alle 21 di ieri un’esplosione ha scosso l’area del palazzo di giustizia, facendo scattare l’allarme tra i residenti e mobilitando immediatamente le forze dell’ordine. A provocare l’incendio sarebbe stata una bomba carta, o comunque un ordigno rudimentale dotato di miccia, lanciato dall’esterno del perimetro.
L’episodio è avvenuto quando gli uffici erano già chiusi, anche se all’interno della procura era presente il pubblico ministero di turno. Il dispositivo, secondo una prima ricostruzione, sarebbe stato scagliato da un individuo rimasto al momento ignoto, che avrebbe agito da solo e si sarebbe poi allontanato rapidamente dopo il lancio.
L’esplosione è stata definita forte e rumorosa, tanto da essere avvertita chiaramente anche nelle vie circostanti. Alcuni cittadini hanno parlato di più scoppi, mentre la colonna di fumo visibile a distanza ha fatto temere inizialmente un incendio di proporzioni maggiori. I danni, tuttavia, risultano contenuti e giudicati “sostanzialmente irrilevanti” dagli inquirenti.
Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, che hanno domato le fiamme in breve tempo, insieme agli agenti del commissariato di Ivrea, ai carabinieri e agli artificieri, impegnati a verificare la presenza di eventuali altri ordigni. Presenti anche gli investigatori della Digos e della Squadra mobile di Torino, incaricati di coordinare le indagini.
La procura non esclude alcuna ipotesi. Tra le piste al vaglio c’è quella del gesto intimidatorio, ma anche quella di una bravata o di un’azione isolata compiuta da una persona con intenti non chiaramente definiti. Non si esclude neppure la possibilità di una vendetta legata a procedimenti giudiziari o a recenti attività delle forze dell’ordine.
Il tribunale di Ivrea, infatti, rappresenta un presidio importante per il territorio. La sua competenza si estende su una vasta area della provincia di Torino e comprende numerosi procedimenti legati alla criminalità comune e, in alcuni casi, anche a contesti riconducibili alla criminalità organizzata, in particolare alla ’ndrangheta.
Negli ultimi mesi non sono mancati interventi significativi: dallo sgombero di un campo nomadi abusivo fino alle operazioni legate a un rave. Attività che potrebbero aver generato tensioni, anche se al momento non ci sono elementi concreti che colleghino direttamente questi episodi all’attacco della notte.

Un altro aspetto su cui si concentrano gli accertamenti riguarda la sicurezza del complesso giudiziario. Il palazzo di giustizia di Ivrea è da tempo considerato vulnerabile sotto diversi profili. La recinzione che delimita l’area è bassa e facilmente superabile, mentre la vigilanza non è attiva in modo continuativo nelle 24 ore.
Una criticità già segnalata in passato. Nel 2025, durante una visita ispettiva del Ministero della Giustizia, i vertici degli uffici avevano evidenziato le difficoltà legate alla sicurezza e alla gestione degli spazi. Non solo: parte degli edifici che compongono la cittadella giudiziaria si trova fuori dal perimetro principale, aumentando ulteriormente la complessità del controllo.
Tra questi anche la cosiddetta palazzina B e un altro stabile destinato a ospitare in futuro le aule per il maxiprocesso sulla strage ferroviaria di Brandizzo, oltre a uffici di altre amministrazioni. Una configurazione che rende più difficile garantire una protezione uniforme.
L’episodio della notte riporta quindi al centro un tema già noto: quello della fragilità strutturale di un presidio fondamentale per il territorio. Se da un lato i danni materiali sono limitati, dall’altro resta il segnale di un’azione che, per modalità e luogo, non può essere sottovalutata. Gli investigatori stanno analizzando le immagini delle telecamere di sorveglianza della zona e raccogliendo testimonianze per ricostruire con precisione la dinamica. L’obiettivo è individuare l’autore del gesto e chiarirne le motivazioni.
Nel frattempo, l’attenzione resta alta. L’area è stata messa in sicurezza e le verifiche proseguiranno anche nelle prossime ore, mentre si cerca di capire se si sia trattato di un episodio isolato o di un segnale più ampio. A Ivrea, intanto, resta l’eco di una notte diversa dalle altre. Un’esplosione, poche fiamme, ma molte domande ancora aperte.
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