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21 Aprile 2026 - 18:41
Escort e calciatori (foto di repertorio)
Si allarga l’inchiesta milanese sul presunto giro di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione legato a escort per calciatori e altri sportivi. La Procura punta ora ad ascoltare direttamente le ragazze coinvolte, considerate in alcuni casi anche particolarmente vulnerabili.
«È presumibile che le ragazze vengano sentite a sommarie informazioni», ossia come testimoni, scrive la procuratrice aggiunta di Milano Bruna Albertini nella richiesta di custodia cautelare che ha portato a quattro arresti ai domiciliari.
Dalle carte dell’indagine emergono elementi che collegano il presunto sistema anche al mondo del calcio professionistico, pur senza coinvolgimenti penali diretti per gli sportivi citati. Nelle intercettazioni tra gli indagati compaiono infatti tre cognomi che, secondo quanto riportato negli atti, sarebbero riconducibili a giocatori di Torino, Sassuolo e Monza, tutti non indagati.

Un solo calciatore risulta identificato con nome e cognome: milita nel Verona e anche in questo caso non risulta indagato. Inoltre, gli inquirenti segnalano contatti telefonici tra uno degli indagati – non arrestato – e un’ex utenza riconducibile a un ex calciatore di Lazio e Inter. «In merito ai contatti con personaggi del mondo dello sport sono emerse 8 telefonate», si legge negli atti.
Al centro dell’indagine, coordinata dalla Procura e condotta dal Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di finanza, ci sarebbe un sistema organizzato in cui le ragazze ricevevano precise indicazioni su come comportarsi con la clientela. Secondo gli inquirenti, venivano impartite «istruzioni» dai «componenti del sodalizio» sulla «clientela da intrattenere» e le giovani si rivolgevano agli stessi soggetti «anche per la ricostruzione di rapporti sessuali intrattenuti con i clienti».
Proprio per questo, i magistrati sottolineano il rischio di condizionamenti: «il concreto pericolo che le loro dichiarazioni risultino reticenti o non veritiere» qualora venissero influenzate dagli indagati. Un elemento centrale nelle valutazioni sul pericolo di inquinamento probatorio e sulle esigenze cautelari.
L’inchiesta resta in pieno sviluppo e punta ora a chiarire il ruolo di tutti i soggetti coinvolti, in un contesto che intreccia prostituzione, sport e possibili pressioni sulle testimoni.
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