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Cronaca

Evaso due volte in 48 ore: 17enne rintracciato in Olanda dopo la fuga dal Ferrante Aporti

Dal coltello alla rapina, poi la clamorosa evasione dal carcere minorile di Torino: ora la pista internazionale

Evaso due volte

Evaso due volte in 48 ore: 17enne rintracciato in Olanda dopo la fuga dal Ferrante Aporti

Due fughe in meno di due giorni, una scia di violenza e infine la fuga all’estero. È stato rintracciato in Olanda il 17enne protagonista di una vicenda che ha sollevato interrogativi sulla sicurezza delle strutture minorili e sulla gestione dei giovani più problematici.

Il ragazzo era già noto alle forze dell’ordine per una serie di episodi avvenuti tra il 9 e il 12 aprile, iniziati con l’allontanamento dalla comunità di Acqui Terme a cui era stato affidato. In quella prima fuga, il minore si sarebbe allontanato armato di coltello, dando avvio a una sequenza di reati che hanno rapidamente aggravato la sua posizione.

Secondo la ricostruzione, avrebbe tentato di rubare l’auto a una giovane senza riuscirci, per poi aggredire un secondo automobilista, colpito con un’arma e preso a pugni. La violenza è proseguita con una rapina ai danni di un anziano, al quale il ragazzo ha sottratto l’auto. L’uomo, nel tentativo disperato di fermarlo, si è aggrappato alla portiera, rimanendo ferito e riportando anche la frattura di un piede.

La fuga in auto, senza patente, si è conclusa dopo altri danneggiamenti a veicoli, quando il 17enne è stato bloccato dai carabinieri di Acqui Terme. Un intervento che sembrava aver posto fine alla sequenza di episodi, ma che si è rivelato solo una pausa temporanea.

Trasferito al Centro di prima accoglienza (CPA) del carcere minorile Ferrante Aporti di Torino, il giovane è riuscito a evadere nuovamente il 12 aprile. Una fuga che ha colpito per modalità e semplicità: il ragazzo sarebbe riuscito a impossessarsi delle chiavi dalla bacheca interna, aprire una porta laterale e raggiungere il cortile del Tribunale per i Minorenni, fino a uscire dall’ingresso principale della struttura.

Un’evasione che ha riacceso il dibattito sulla sicurezza degli istituti minorili, soprattutto in relazione alla gestione di soggetti con comportamenti violenti e reiterati. Dopo la fuga, si erano perse le tracce del 17enne, dando il via a ricerche su scala più ampia. Ora la svolta: il ragazzo è stato individuato nei Paesi Bassi, a conferma di una fuga che ha superato i confini nazionali in pochi giorni. Restano da chiarire le modalità con cui il minore sia riuscito a raggiungere l’estero e se abbia ricevuto supporto logistico durante la fuga. Gli accertamenti sono in corso e potrebbero aprire nuovi filoni investigativi.

La vicenda mette in luce una serie di criticità, a partire dalla gestione dei percorsi educativi e di recupero per i minori coinvolti in reati gravi. Il doppio allontanamento in così breve tempo e la facilità con cui il ragazzo è riuscito a sottrarsi ai controlli pongono interrogativi sulle misure di sicurezza e sull’efficacia degli strumenti attualmente in uso.

Allo stesso tempo, il caso evidenzia la difficoltà di intervenire su situazioni ad alta complessità, dove il profilo penale si intreccia con quello sociale e psicologico. Ora si apre la fase del rientro in Italia e delle decisioni giudiziarie. Ma resta il segno di una vicenda che, in pochi giorni, ha attraversato più territori e più livelli di sicurezza, trasformandosi in un caso di rilievo nazionale.

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