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Cronaca
19 Aprile 2026 - 22:40
Carabinieri (foto di repertorio)
Un volo di circa tre metri, poi l’impatto attutito da alcuni fili di uno stendibiancheria. È una di quelle vicende che in pochi istanti trasformano un pomeriggio qualunque in una corsa contro il tempo, ma che questa volta, almeno nelle prime ore successive all’incidente, lasciano spazio a un cauto sollievo.
A Cuorgnè, in Canavese, un bambino di due anni e mezzo è precipitato dal secondo piano di un palazzo, riuscendo a salvarsi grazie a un elemento tanto fragile quanto decisivo: i fili tesi del piano sottostante, che ne hanno rallentato la caduta.
Secondo una prima ricostruzione, il piccolo si trovava in casa con la madre quando, per cause ancora in fase di accertamento, sarebbe riuscito a sottrarsi per un attimo alla sua attenzione. A quel punto avrebbe utilizzato forse uno sgabello per sporgersi verso l’esterno, con ogni probabilità da un balcone, finendo poi nel vuoto.
La caduta, stimata in circa tre metri, avrebbe potuto avere conseguenze ben più gravi. A fare la differenza sarebbero stati i fili di uno stendibiancheria collocato al piano inferiore, che hanno attutito l’impatto prima dell’arrivo al suolo. Un dettaglio che, in una vicenda del genere, assume il peso di un vero e proprio fattore salvifico.
Immediato l’intervento dei soccorsi. Sul posto sono arrivati l’elisoccorso e il personale del 118 di Azienda Zero, che hanno prestato le prime cure al bambino e ne hanno disposto il trasferimento all’ospedale infantile Regina Margherita di Torino, struttura di riferimento per le emergenze pediatriche.

L'ospedale infantile Regina Margherita di Torino
Il piccolo, secondo quanto riferito, è giunto in ospedale sveglio e cosciente, un elemento che ha contribuito ad alimentare la speranza dopo i momenti di forte apprensione vissuti dai familiari e da chi ha assistito alle operazioni di soccorso. In serata i medici lo hanno sottoposto a una Tac, esame necessario per verificare con precisione eventuali traumi riportati nella caduta.
Ora il piccolo si trova nel reparto di Rianimazione dell'ospedale Regina Margherita di Torino: ha riportato un politrauma e i medici si sono riservati la prognosi.
Sull’accaduto sono in corso gli accertamenti dei carabinieri, chiamati a ricostruire con esattezza la sequenza dei fatti. Al momento, infatti, la dinamica resta affidata a una prima ipotesi investigativa, che dovrà essere verificata attraverso rilievi, testimonianze e controlli nell’abitazione. In casi come questo, il lavoro degli investigatori serve soprattutto a chiarire ogni passaggio: da come il bambino sia riuscito a raggiungere il punto da cui è caduto, fino alla presenza di eventuali elementi che possano aver favorito l’incidente domestico.
L’episodio di Cuorgnè richiama ancora una volta l’attenzione sui rischi domestici che riguardano i bambini più piccoli, spesso capaci, in pochi secondi, di trasformare oggetti comuni come uno sgabello, una sedia o un mobile in strumenti pericolosi se collocati vicino a finestre e balconi. Basta una distrazione minima, comprensibile nella quotidianità di una casa, perché si crei una situazione ad altissimo rischio. La notizia, per ora, consegna soprattutto l’immagine di un salvataggio fortunoso e di una tragedia sfiorata.
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