Cerca

Cronaca

Tensioni a Torino tra ultras granata e del Verona: assalito un pullman dei tifosi ospiti

Colpito anche un minivan, una decina i fermati

Tensioni a Torino tra ultras granata e del Verona: assalito un pullman dei tifosi ospiti

Tensioni a Torino tra ultras granata e del Verona: assalito un pullman dei tifosi ospiti

La partita finisce, la tensione no. Torino–Verona si chiude con una vittoria granata per 2-1 e con scontri tra tifosi nel post gara, mentre in campo il risultato pesa soprattutto sulla corsa salvezza.

Nel pomeriggio, al termine del match, una trentina di ultras del Torino ha assaltato in corso Unione Sovietica, all’altezza di via Geymonat, un pullman e un minivan di tifosi veronesi diretti verso la tangenziale. Bottiglie e oggetti lanciati contro i mezzi, poi lo stop e la discesa di alcuni sostenitori ospiti. Ne è nato un contatto tra le due tifoserie durato pochi minuti, interrotto dall’intervento delle forze dell’ordine. La Digos della Questura di Torino ha avviato le indagini: circa una decina le persone fermate, tra granata e veronesi, con le posizioni ora al vaglio.

Sul campo, invece, il Torino porta a casa tre punti che valgono la tranquillità. “La salvezza non è matematica, ma con questa vittoria abbiamo messo da parte il primo obiettivo”, spiega Roberto D’Aversa. Il tecnico ammette un primo tempo complicato: “Eravamo contratti, mi prendo la responsabilità perché ho caricato troppo la gara”, ma nella ripresa la squadra ha reagito contro “un avversario all’ultima spiaggia”. Poi la fotografia del momento vissuto: “Quando sono arrivato erano tutti sotto un treno, il merito per esserne usciti è dei ragazzi”.

Il difensore Ismajli sottolinea il cambio di passo: “Con lui siamo cambiati in tutto, ora giochiamo nelle nostre posizioni”, e guarda avanti: “Possiamo dormire tranquilli, l’obiettivo è superare la metà classifica”. Resta però il rammarico per un episodio: “Non vado mai a terra senza motivo, ho preso una gomitata e l’arbitro ha sbagliato”.

Di segno opposto l’umore del Verona, sempre più vicino alla Serie B. “È un’altra occasione persa, potevamo fare meglio”, ammette Paolo Sammarco, mentre Bowie prova a guardare oltre: “Io qui sono felice, resterei anche in caso di retrocessione”.

Dentro e fuori dal campo, due storie diverse che si incrociano nello stesso pomeriggio: da una parte una salvezza ormai in cassaforte, dall’altra una crisi che si aggrava. E sullo sfondo, ancora una volta, la violenza che riapre una ferita mai davvero chiusa.

Commenti scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Giornale La Voce

Caratteri rimanenti: 400

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Edicola digitale

Logo Federazione Italiana Liberi Editori