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Cronaca

Rave party abusivo fermato prima dell’alba: 24 denunciati a Front

Denunciati anche due organizzatori di 20 e 23 anni. Sequestrata tutta l’attrezzatura audio e luci

Rave party abusivo fermato prima dell’alba: 24 denunciati a Front

Rave party abusivo fermato prima dell’alba: 24 denunciati a Front (immagine di repertorio)

La festa si è fermata prima ancora di cominciare. Nella campagna di Front, a ridosso del torrente Malone, un rave party in fase di organizzazione è stato interrotto dai carabinieri prima che la musica potesse partire, con un intervento che ha portato alla denuncia di 24 persone e al sequestro di tutta l’attrezzatura. Un’operazione che racconta molto più di un semplice episodio: il tentativo, ancora una volta, di presidiare un territorio in cui eventi abusivi e microcriminalità continuano a muoversi ai margini.

L’intervento risale alla notte di domenica 29 marzo, quando i militari della Compagnia di Venaria Reale sono arrivati in frazione Grange, dove un gruppo di giovani stava allestendo un raduno musicale non autorizzato in aperta campagna. L’area scelta, vicina al torrente Malone, è considerata particolarmente delicata anche dal punto di vista ambientale, elemento che ha contribuito a rendere necessario un intervento rapido. Sul posto sono confluite pattuglie da più stazioni – Barbania, Ciriè, Mathi, Rivara e Rivarolo Canavese – a testimonianza di un’azione coordinata e mirata.

Quando i carabinieri sono arrivati, la festa era ancora in fase di preparazione. I presenti erano 24, tra cui anche sei ragazze, e tra loro sono stati individuati due giovani del Torinese, di 20 e 23 anni, ritenuti gli organizzatori dell’evento. Per loro la posizione appare più grave, mentre gli altri dovranno rispondere di invasione di terreni o edifici in concorso. Un reato che negli ultimi anni è stato spesso contestato in situazioni analoghe, quando raduni non autorizzati vengono organizzati su terreni privati o in aree non idonee.

Il sequestro dell’attrezzatura ha di fatto spento sul nascere il rave. Impianti audio, dispositivi per l’illuminazione e materiale per l’alimentazione elettrica sono stati requisiti, impedendo qualsiasi sviluppo dell’evento. Nessuna musica, nessun afflusso di persone: solo una struttura smontata prima ancora di entrare in funzione. È proprio questo l’aspetto che le forze dell’ordine cercano di colpire: prevenire, più che intervenire a posteriori, quando i raduni sono già in corso e difficili da gestire.

I rave organizzati in contesti isolati, infatti, pongono spesso problemi complessi. Non si tratta soltanto di occupazioni abusive, ma di eventi che possono degenerare rapidamente, con rischi legati alla sicurezza, al consumo di alcol e sostanze, all’impatto ambientale e alla gestione dell’ordine pubblico. Bloccarli prima dell’inizio significa evitare una catena di conseguenze che, in altri casi, ha richiesto interventi ben più impegnativi.

A Front, la notte dello “sballo” è rimasta solo un progetto mai partito. A Venaria, invece, l’intervento si è tradotto in un arresto e in un provvedimento già convalidato. Due segnali diversi, ma che raccontano la stessa linea: intervenire prima che le situazioni degenerino.


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