AGGIORNAMENTI
Cerca
Cronaca
09 Aprile 2026 - 13:36
Incendio in Valsesia, fiamme quasi domate dopo giorni di emergenza (foto di repertorio)
Dopo giorni di fiamme, vento e apprensione, la Valsesia comincia finalmente a vedere la fine dell’emergenza. L’incendio divampato nella notte di Pasqua tra i boschi del Vercellese è quasi completamente domato, ma il lavoro non è ancora finito. Restano infatti alcuni punti critici, soprattutto nelle zone più impervie, dove vigili del fuoco e volontari continuano a operare senza sosta.
Il fronte più delicato resta quello di Cravagliana, dove persistono focolai in cresta difficili da raggiungere e da spegnere definitivamente. Qui le squadre stanno lavorando per evitare nuove riprese, un rischio concreto quando il terreno è ancora caldo e le condizioni meteo possono favorire riaccensioni improvvise. Diversa la situazione a Quarona, dove il secondo fronte dell’incendio è stato completamente spento, segnando un primo importante risultato dopo ore di interventi.
Ma proprio mentre l’emergenza sembrava rientrare, nella notte si è registrato un nuovo episodio: un altro incendio è scoppiato ancora a Quarona, prontamente contenuto grazie all’intervento rapido delle squadre locali e dei volontari provenienti anche dal Novarese. Un segnale che conferma quanto la situazione resti fragile e richieda attenzione costante.
Dietro il lento spegnersi delle fiamme c’è un lavoro complesso, fatto di coordinamento tra diverse realtà operative. I vigili del fuoco e i volontari dell’Aib (Antincendi boschivi) stanno affrontando un territorio difficile, dove pendenze, vegetazione e condizioni atmosferiche rendono ogni intervento più complicato. Non si tratta solo di spegnere le fiamme visibili, ma di bonificare il terreno, controllare le aree più esposte e prevenire nuovi focolai.
In questo contesto, il richiamo alla responsabilità collettiva diventa centrale. Il presidente dell’Unione montana dei Comuni della Valsesia, Francesco Pietrasanta, ha invitato i cittadini alla massima cautela, sottolineando come la prevenzione resti lo strumento più efficace per proteggere il territorio. Un messaggio che assume un peso particolare in giornate di primavera, quando escursioni e picnic aumentano la presenza umana nelle aree boschive.
L’incendio di questi giorni riporta l’attenzione su un fenomeno che, ogni anno, mette a rischio intere porzioni di territorio. Le cause possono essere diverse — naturali o legate all’azione umana — ma gli effetti sono sempre gli stessi: ecosistemi compromessi, risorse impiegate in emergenza e comunità esposte a rischi concreti.
Il fatto che le fiamme siano oggi quasi sotto controllo rappresenta un segnale positivo, ma non ancora una conclusione definitiva. In scenari come questo, la vera fine dell’emergenza arriva solo quando ogni focolaio è spento e il terreno messo in sicurezza.
E proprio qui si misura il valore del lavoro svolto in queste ore: non solo nell’aver contenuto l’incendio, ma nell’aver impedito che si trasformasse in qualcosa di più esteso e devastante. Una battaglia silenziosa, combattuta tra creste e boschi, che ora si avvicina alla sua conclusione ma che lascia dietro di sé una consapevolezza chiara: il territorio resta fragile, e la prevenzione non è mai un dettaglio.

Edicola digitale
I più letti
Ultimi Video
LA VOCE DEL CANAVESE
Reg. Tribunale di Torino n. 57 del 22/05/2007. Direttore responsabile: Liborio La Mattina. Proprietà LA VOCE SOCIETA’ COOPERATIVA. P.IVA 09594480015. Redazione: via Torino, 47 – 10034 – Chivasso (To). Tel. 0115367550 Cell. 3474431187
La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70 e della Legge Regione Piemonte n. 18 del 25/06/2008. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo
Testi e foto qui pubblicati sono proprietà de LA VOCE DEL CANAVESE tutti i diritti sono riservati. L’utilizzo dei testi e delle foto on line è, senza autorizzazione scritta, vietato (legge 633/1941).
LA VOCE DEL CANAVESE ha aderito tramite la File (Federazione Italiana Liberi Editori) allo IAP – Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria, accettando il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.