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Cronaca

Finta strisciata all’auto per truffare un’anziana: la nonnina non ci casca e il raggiro fallisce

In via Montello, nel parcheggio dietro al liceo, una donna di 85 anni smaschera il trucco e mette in fuga due presunti truffatori

Finta strisciata all’auto per truffare un’anziana: la nonnina non ci casca e il raggiro fallisce

Finta strisciata all’auto per truffare un’anziana: la nonnina non ci casca e il raggiro fallisce

Un forte colpo, il sospetto di una gomma scoppiata, poi l’avvicinarsi di uno sconosciuto ben vestito e una presunta strisciata comparsa all’improvviso sulla fiancata dell’auto.

È il copione, studiato nei dettagli, di un tentativo di truffa avvenuto a Caluso, nel parcheggio dietro al liceo, in via Montello.

Questa volta, però, il piano è saltato: la vittima designata, una donna di 85 anni, ha capito subito che qualcosa non tornava e ha costretto il giovane ad allontanarsi.

L’episodio è stato segnalato nella serata di lunedì 30 marzo, dopo quanto accaduto nella mattinata dello stesso giorno. Secondo il racconto diffuso come avvertimento, la donna aveva appena parcheggiato quando ha sentito un forte rumore, tanto da pensare inizialmente a una ruota scoppiata.

Controllando il pneumatico, però, si è resa conto che era perfettamente integro. È stato proprio in quel momento che si è avvicinato un giovane, descritto come non italiano e ben vestito, sostenendo che l’auto avesse urtato un cancello. Un cancello, però, che nel racconto viene definito “fantomatico”, perché di fatto non vi sarebbe stato alcun contatto reale. Nel frattempo, secondo la ricostruzione, il ragazzo avrebbe sporcato la fiancata della vettura con una vistosa pennellata di nero, simulando una strisciata appena provocata. L’obiettivo, con ogni probabilità, era quello di convincere la donna di aver causato un danno e di aprire così la strada a una richiesta di denaro immediata o a una qualche forma di risarcimento estorto sul momento. Un meccanismo semplice, ma potenzialmente efficace, soprattutto quando fa leva sul disorientamento e sulla fretta.

A mandare all’aria il raggiro è stata proprio la lucidità della presunta vittima. La donna, 85 anni, ha intuito che quella strisciata non era affatto accidentale, ma era stata creata ad arte. Così ha affrontato il giovane senza esitazioni, intimandogli di andarsene subito e accusandolo apertamente di essere l’autore del danno simulato. Una reazione pronta, netta, che ha spiazzato il truffatore. Resosi conto di essere stato scoperto, il giovane si è allontanato rapidamente. Ad attenderlo, secondo quanto riferito, c’era una complice in auto, con la quale si è poi dileguato.

Il caso è stato raccontato pubblicamente come monito alla cittadinanza, in particolare alle persone più fragili e agli anziani soli, spesso bersaglio privilegiato di raggiri costruiti con abilità psicologica prima ancora che materiale. Il messaggio circolato invita a tenere “gli occhi aperti”, soprattutto nel caso di donne sole di una certa età. Si tratta di un richiamo comprensibile e utile, perché episodi di questo tipo mostrano quanto i truffatori sappiano adattarsi alle circostanze, inventando ogni volta pretesti diversi: un danno all’auto, un’urgenza improvvisa, un falso incidente, un parente in difficoltà. Cambia la sceneggiatura, ma il fine resta sempre lo stesso: approfittare di un momento di vulnerabilità per ottenere denaro o fiducia.

C’è però un elemento che merita attenzione. Nonostante l’allarme sia stato diffuso sui social, non risulta sia stata presentata alcuna segnalazione alle forze dell’ordine. Ed è proprio questo uno dei punti centrali della vicenda. Raccontare un episodio online può essere utile per mettere in guardia amici, vicini e conoscenti, ma non basta. Senza una denuncia o almeno una segnalazione formale a Carabinieri, Polizia Locale o attraverso il numero unico di emergenza 112, il rischio è che fatti simili restino episodi isolati solo in apparenza, senza contribuire a una mappatura reale del fenomeno sul territorio. Segnalare serve invece a consentire controlli più mirati, interventi tempestivi e una maggiore capacità di prevenzione. È anche uno strumento concreto per scoraggiare chi tenta di colpire contando sul silenzio o sulla sottovalutazione delle vittime.

La vicenda di Caluso offre una lezione semplice ma preziosa: diffidare delle situazioni troppo improvvise, delle spiegazioni confuse e di chi cerca di mettere pressione. In casi come questo è fondamentale non consegnare denaro, non firmare nulla, non lasciarsi trascinare in discussioni concitate e, se possibile, chiedere subito aiuto a un familiare o a una persona di fiducia. Se qualcuno sostiene che ci sia stato un danno, è bene verificare con calma, osservare l’ambiente circostante e, in presenza di dubbi, contattare immediatamente il 112. La prudenza non è eccesso di diffidenza: è autodifesa civile. L’episodio di via Montello si è chiuso senza conseguenze economiche grazie alla prontezza di una donna che, nonostante l’età, ha dimostrato sangue freddo e grande lucidità. Una storia che colpisce per il tentativo messo in scena, ma anche per il suo esito: a volte i truffatori trovano davanti a sé persone molto più attente di quanto immaginino.

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