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Cronaca
01 Aprile 2026 - 09:38
Maxi furto di carburante: 17 camionisti indagati. Un sistema organizzato e 3.700 litri sequestrati
Un sistema organizzato, ripetuto nel tempo e basato su tecniche tanto semplici quanto efficaci. La Guardia di finanza di Savona ha scoperto un vasto giro di furto di carburante all’interno di un deposito fiscale di Vado Ligure, portando all’iscrizione nel registro degli indagati di 17 camionisti.
L’indagine, coordinata dalla Procura e condotta dal Nucleo di polizia economico-finanziaria, ha fatto emergere un meccanismo illecito ben strutturato, messo in atto da autotrasportatori incaricati del trasporto di carburante verso distributori e centri di stoccaggio.
Secondo quanto ricostruito, durante le operazioni di carico regolarmente autorizzate, i camionisti approfittavano delle fasi di travaso per sottrarre parte del carburante. Lo facevano attraverso due modalità principali. La prima consisteva nel cosiddetto sistema delle “spinte” alle manichette: movimenti bruschi e ripetuti che permettevano di recuperare il carburante residuo presente nei tubi, poi raccolto in taniche appositamente modificate.
La seconda tecnica, più elaborata, prevedeva l’utilizzo di rubinetti clandestini e dispositivi meccanici amovibili, capaci di collegare le manichette del deposito direttamente all’autocisterna, consentendo di deviare una parte del prodotto senza che venisse registrato nei sistemi ufficiali.

Il carburante sottratto — gasolio e benzina — veniva quindi accumulato e caricato su mezzi dedicati, per essere successivamente trasportato fuori dal deposito e rivenduto sul mercato parallelo a prezzi inferiori rispetto a quelli praticati alla pompa. Un’attività che, secondo gli inquirenti, si sarebbe protratta nel tempo, configurando un vero e proprio sistema criminoso organizzato.
Nel corso dell’operazione, le Fiamme gialle hanno sequestrato oltre 3.700 litri di carburante, individuando parte del prodotto anche durante le perquisizioni effettuate nelle province di Savona e Cuneo.
Il carburante rinvenuto era conservato in condizioni non conformi alle normative di sicurezza, in ambienti privi delle necessarie autorizzazioni e delle misure previste per lo stoccaggio di sostanze infiammabili. Un aspetto che aggiunge un ulteriore elemento di rischio, non solo sul piano economico ma anche su quello della sicurezza pubblica. Dei 17 indagati, 15 rispondono di illecita sottrazione di prodotti petroliferi, mentre per altri due è stato contestato il reato di ricettazione.
L’operazione mette in luce un fenomeno che, pur non sempre visibile, incide in modo significativo sulla filiera del carburante. Il furto di prodotti petroliferi rappresenta infatti un danno economico rilevante, con ripercussioni che si estendono dal sistema distributivo fino al consumatore finale.
Allo stesso tempo, evidenzia le vulnerabilità dei sistemi di carico e distribuzione, che possono essere aggirati attraverso tecniche artigianali ma efficaci, soprattutto quando messe in atto da soggetti che conoscono a fondo le procedure operative. Le indagini proseguono per chiarire l’esatta portata del fenomeno e verificare eventuali ulteriori responsabilità. Come previsto dalla legge, tutti gli indagati sono da considerarsi presunti innocenti fino a eventuale sentenza definitiva.
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