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Cronaca
01 Aprile 2026 - 09:20
Ancora fiamme in Piemonte: incendio doloso nelle Baragge: notte di lavoro per spegnere il rogo
Ancora fuoco, ancora sospetti di origine dolosa. Nella notte tra martedì e mercoledì un vasto incendio boschivo ha interessato la Riserva Naturale delle Baragge, nel Biellese, riaccendendo l’allarme su un fenomeno che negli ultimi mesi sta colpendo con crescente frequenza il territorio piemontese.
Le fiamme si sono sviluppate già in serata, propagandosi rapidamente in un’area particolarmente delicata dal punto di vista ambientale. Le Baragge, spesso definite la “savana piemontese” per la loro conformazione unica, rappresentano un ecosistema fragile, caratterizzato da praterie, boschi e biodiversità di valore.
Fin dalle prime ore, la macchina dei soccorsi si è attivata con un intervento complesso e prolungato. Squadre antincendio, volontari e operatori specializzati hanno lavorato per tutta la notte nel tentativo di contenere il fronte del fuoco, alimentato dalla vegetazione secca e dalle condizioni meteorologiche favorevoli alla propagazione.
Solo alle prime luci dell’alba, dopo lunghe ore di intervento, l’incendio è stato finalmente domato. Una notizia che porta sollievo, ma che non cancella le preoccupazioni per quanto accaduto.
Secondo le prime informazioni, l’origine del rogo sarebbe dolosa. Un elemento che, se confermato, renderebbe l’episodio ancora più grave, inserendolo in un quadro più ampio di incendi sospetti che negli ultimi anni hanno colpito diverse aree del Piemonte.
Il sospetto di un gesto volontario riapre una questione complessa, che va oltre l’emergenza immediata. Gli incendi dolosi rappresentano infatti una minaccia non solo per l’ambiente, ma anche per la sicurezza delle comunità e per l’equilibrio del territorio.
Nel caso delle Baragge, il rischio è stato particolarmente elevato proprio per le caratteristiche dell’area. La presenza di ampie zone erbose e di vegetazione facilmente infiammabile può favorire una rapida espansione delle fiamme, rendendo gli interventi più difficili e aumentando i danni potenziali.

Le operazioni di spegnimento hanno richiesto coordinamento e tempestività. Il lavoro degli operatori, spesso in condizioni difficili e con visibilità ridotta, è stato determinante per evitare conseguenze più gravi.
Al momento non è ancora possibile quantificare con precisione l’estensione dell’area interessata né l’impatto ambientale del rogo. Le verifiche saranno avviate nelle prossime ore, quando la situazione sarà completamente stabilizzata.
L’episodio riporta al centro il tema della prevenzione degli incendi boschivi, soprattutto in periodi caratterizzati da clima secco e venti favorevoli alla propagazione del fuoco. In questi contesti, anche un singolo innesco può trasformarsi rapidamente in un incendio di vaste proporzioni.
Negli ultimi anni, il Piemonte ha registrato diversi episodi simili, spesso concentrati nelle stagioni di transizione, quando la vegetazione secca si combina con condizioni meteorologiche instabili. Una tendenza che richiede attenzione costante e strategie di intervento sempre più efficaci.
Accanto all’azione delle squadre di soccorso, resta fondamentale anche il ruolo della vigilanza e della sensibilizzazione. Individuare eventuali responsabili e prevenire nuovi episodi diventa una priorità per proteggere territori di grande valore naturalistico.
La segnalazione dell’incendio è arrivata anche grazie alla collaborazione con le istituzioni locali. In particolare, l’assessore del Comune di Biella Giacomo Moscarola ha contribuito a documentare la situazione, fornendo immagini e aggiornamenti utili a comprendere l’entità dell’intervento.
Ora, mentre il fuoco è stato spento, resta il lavoro più lungo: quello della ricostruzione e della tutela. Perché ogni incendio lascia dietro di sé non solo cenere, ma un segno profondo sul territorio.
E nelle Baragge, dove natura e fragilità convivono, quel segno rischia di essere ancora più evidente.
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