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Cronaca
31 Marzo 2026 - 15:59
Fiamme nella notte nel Canavese, quattro case devastate: otto persone in fuga dal rogo (immagine di repertorio)
In pochi minuti il fuoco ha divorato tetti e sottotetti, costringendo otto persone a scappare in piena notte. È il bilancio dell’incendio scoppiato all’1.30 di lunedì 30 marzo in via Bruna 28, a San Francesco al Campo, dove quattro abitazioni affacciate sullo stesso cortile sono state gravemente danneggiate.
Le fiamme si sono propagate con rapidità, alimentate dal vento forte e dal freddo, mentre i camini erano ancora accesi. Secondo le prime ipotesi, all’origine del rogo potrebbe esserci una canna fumaria ostruita, un dettaglio che in queste condizioni può trasformarsi in un innesco pericoloso.
Il risveglio per i residenti è stato improvviso e drammatico. Le quattro famiglie coinvolte sono riuscite a mettersi in salvo appena in tempo, riportando soltanto lievi problemi respiratori dovuti al fumo inalato. Nessuno è rimasto ferito in modo grave, ma la paura è stata enorme.
Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco volontari di San Maurizio, supportati da squadre provenienti da Nole, Mathi e Torino. Le operazioni di spegnimento sono andate avanti per ore, complicate dal vento costante che ha continuato ad alimentare le fiamme. Solo intorno alle 5 del mattino la situazione è stata riportata sotto controllo.
Presenti anche i sanitari della Croce Rossa di San Francesco al Campo, che hanno assistito gli sfollati, e i carabinieri della tenenza di Ciriè e della compagnia di Venaria Reale, impegnati nei rilievi. Sul posto anche il sindaco Enrico Demaria, che ha seguito da vicino l’emergenza.
Il bilancio dei danni è pesante: circa 100 metri di tetto e sottotetto distrutti, con le abitazioni dichiarate inagibili. Le famiglie coinvolte hanno perso in poche ore la propria casa e dovranno ora trovare una sistemazione alternativa.
L’episodio riporta l’attenzione su un rischio spesso sottovalutato. Le canne fumarie non manutenute, soprattutto nei mesi freddi e in presenza di vento, possono diventare un pericolo concreto. Bastano residui o ostruzioni per innescare incendi difficili da controllare, specie nelle strutture con coperture in legno.
All’alba, spenti gli ultimi focolai, resta l’immagine di un cortile annerito dal fumo e il senso di sollievo per una tragedia evitata. Ma resta anche l’urgenza di intervenire sugli edifici danneggiati e di sostenere le famiglie colpite. In una notte, il fuoco ha cancellato tetti e certezze. La risposta della comunità, adesso, sarà decisiva per ricostruire entrambe.

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