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Cronaca
21 Marzo 2026 - 09:20
La Procura di Torino cambia il reato: la morte del piccolo Riccardo, cinque mesi, non è più un incidente. L’ipotesi ora è omicidio volontario, reato a carico della madre del bimbo. È questo il punto da cui riparte l’inchiesta sulla tragedia avvenuta in una villetta di Pessione, frazione di Chieri.
Non è un dettaglio tecnico. È un cambio di direzione netto. Significa che, per gli inquirenti, ci sono elementi incompatibili con un evento accidentale. Non una distrazione, non un malore. Un’azione che potrebbe essere stata volontaria. Da dimostrare, certo. Ma abbastanza concreta da spostare l’intero impianto investigativo.
A coordinare le indagini è la pm Alessandra Provazza. Il lavoro si muove su più livelli: accertamenti medico-legali, ricostruzione precisa delle ore precedenti, analisi dell’ambiente domestico, verifiche tecniche e raccolta di testimonianze. È da lì che passa tutto. Dai dettagli, non dalle ipotesi.

Il punto, adesso, è capire cosa abbia portato a questa svolta. Quali elementi hanno escluso l’incidente? Cosa racconta davvero quella casa? E soprattutto: esistono riscontri oggettivi che sostengono l’ipotesi di un gesto volontario?
Domande pesanti. E inevitabili.
Resta un dato che non cambia: la presunzione di innocenza. L’inchiesta è in corso e le responsabilità devono ancora essere accertate. Ma la qualificazione del reato segna un prima e un dopo. Perché introduce un’ipotesi che fino a poco fa non era sul tavolo.
Intanto Pessione e Chieri fanno i conti con una vicenda che colpisce nel punto più fragile. La morte di un neonato non è solo un fatto di cronaca. È uno shock che attraversa una comunità intera.
E qui sta l’equilibrio più difficile: raccontare senza riempire i vuoti con supposizioni. Aspettare le prove. Tenere insieme il rigore e il rispetto.
Perché il punto, adesso, è uno solo: capire cosa è successo davvero.
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