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Cronaca

Rubano in chiesa e poi si costituiscono: quattro minorenni finiscono nei guai

Spariti statue e calici dalla chiesa di Sant’Eurosia, poi la restituzione spontanea. Ma non basta...

Rubano in chiesa e poi si costituiscono: quattro minorenni finiscono nei guai

Rubano in chiesa e poi si costituiscono: quattro minorenni finiscono nei guai

I ladri si presentano dai carabinieri e restituiscono tutto. Succede davvero, a Verolengo, nella frazione Arborea. E soprattutto: sono quattro minorenni.

Il fatto parte da un furto nella chiesa di Sant’Eurosia, piccolo edificio religioso incastonato nella campagna, legato alla vita quotidiana della comunità. Un luogo che non è solo culto, ma memoria condivisa: nelle campagne piemontesi la devozione alla santa, tradizionalmente protrettrice dei campi e delle coltivazioni, affonda in una cultura contadina fatta di stagioni, raccolti e paura delle tempeste.

Da lì spariscono statue in legno, calici, oggetti sacri. Non oro da investimento, ma pezzi che valgono per ciò che rappresentano. Storia, identità, abitudine.

Il primo segnale è quasi banale: una porta non chiusa bene. Poi il sospetto, quindi la denuncia ai carabinieri guidati dal maresciallo Antonino Pane. Le foto degli oggetti rubati finiscono agli investigatori. Una procedura normale, una storia che potrebbe finire come tante altre: senza risposta.

E invece no.

E' stata sporta denuncia ai carabinieri di Verolengo

Passano poche ore. I carabinieri di Verolengo non devono cercare nessuno. Sono i ragazzi a presentarsi. Minorenni. Si costituiscono, portano indietro tutto. Nessun traffico illecito, nessuna filiera. Solo un gesto che resta sospeso tra bravata e consapevolezza improvvisa.

La refurtiva torna al suo posto. La chiesa riapre come prima. Ma la notizia vera è tutta qui: non il furto, ma la restituzione.

Resta la denuncia alla Procura dei minori. Resta il fatto. Ma resta anche una domanda che vale più degli oggetti recuperati: cosa spinge quattro ragazzi a entrare in una chiesa e cosa li spinge, subito dopo, a tornare indietro?

In un territorio dove i luoghi religiosi sono ancora punti di riferimento concreti, non simboli astratti, il gesto pesa doppio. Prima rompe un equilibrio, poi prova a ricucirlo.

E forse è proprio questo che rende la vicenda meno banale di quanto sembri: un errore, seguito da una scelta. Non succede spesso. E quando succede, vale la pena raccontarlo fino in fondo.

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