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Debiti e malattia, il Tribunale cancella oltre 150mila euro: salvata una coppia nel Cuneese

La storia di Giovanni e Raffaella: dal mutuo alla crisi, fino alla “seconda possibilità” prevista dalla legge

Debiti e malattia

Debiti e malattia, il Tribunale cancella oltre 150mila euro: salvata una coppia nel Cuneese

Una vita costruita passo dopo passo, poi improvvisamente travolta da eventi impossibili da prevedere. È la storia di Giovanni e Raffaella, una coppia residente in provincia di Cuneo, che si è trovata a dover affrontare un debito complessivo di oltre 155mila euro, accumulato non per scelte azzardate ma per una sequenza di difficoltà legate al lavoro e, soprattutto, alla salute. A segnare una svolta è stata la decisione del Tribunale di Cuneo, che ha aperto per loro la procedura di Liquidazione Controllata Familiare, consentendo di riportare una situazione ormai fuori controllo entro limiti sostenibili.

La vicenda inizia nel 2006, quando la coppia decide di acquistare casa accendendo un mutuo da 100mila euro. Una scelta comune, sostenuta da un equilibrio economico allora stabile. Ma già nel 2008 arriva il primo scossone: Giovanni perde il lavoro e le rate del mutuo diventano difficili da sostenere. Vengono sospese temporaneamente, ma il debito resta e continua a pesare sul bilancio familiare. Quando riesce a trovare una nuova occupazione, la situazione sembra migliorare, ma il lavoro comporta lunghi spostamenti quotidiani e costi elevati. Si rende necessario acquistare un’auto attraverso un finanziamento, che si somma agli impegni già esistenti, mentre le spese quotidiane continuano ad accumularsi.

Il vero punto di rottura arriva però con la malattia. Giovanni viene colpito da un infarto e da una successiva ischemia, eventi che segnano in modo profondo la sua capacità lavorativa e portano al riconoscimento di un’invalidità del 67%. Poco dopo anche Raffaella si ammala, con patologie cardiache e disturbi che riducono ulteriormente il reddito familiare, fino a un’invalidità del 60%. In questo contesto, mutuo, prestiti e cessioni del quinto diventano progressivamente insostenibili, facendo crescere il debito fino a superare i 150mila euro e trasformando la difficoltà economica in una vera emergenza.

Con il passare del tempo aumentano le pressioni dei creditori e si fa concreto il rischio di pignoramenti, compresa la perdita dell’abitazione. Una prospettiva che, oltre a essere drammatica sul piano personale, non avrebbe comunque garantito la chiusura definitiva dei debiti. È a questo punto che la coppia decide di chiedere aiuto rivolgendosi a Legge3.it, realtà specializzata nell’applicazione degli strumenti previsti dalla normativa sul sovraindebitamento. Il loro caso rientra infatti nelle situazioni previste dalla legge 3/2012, oggi parte del Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza, che tutela chi si trova in difficoltà per cause oggettive e non imputabili a comportamenti irresponsabili.

Il Tribunale di Cuneo, analizzando la documentazione e la storia della coppia, ha riconosciuto proprio questo elemento: il debito non deriva da scelte imprudenti, ma da eventi esterni e imprevedibili come la perdita del lavoro e le gravi condizioni di salute. Da qui la decisione di aprire la procedura di Liquidazione Controllata Familiare, stabilendo una soglia di mantenimento mensile che consenta a Giovanni e Raffaella di vivere in modo dignitoso. Per i prossimi tre anni, la coppia metterà a disposizione dei creditori solo la parte di reddito che eccede tale soglia, insieme agli eventuali beni disponibili, evitando così un sacrificio totale e insostenibile.

Al termine di questo periodo entrerà in gioco l’aspetto più significativo della procedura: l’esdebitazione. La parte di debito non soddisfatta verrà infatti cancellata definitivamente, permettendo alla coppia di uscire dalla spirale debitoria e di ripartire. Una soluzione che rappresenta un punto di equilibrio tra le esigenze dei creditori e il diritto dei debitori a una vita dignitosa, evitando che il peso delle difficoltà si trasformi in una condanna permanente.

Secondo Gianmario Bertollo, fondatore di Legge3.it, il caso dimostra l’importanza degli strumenti previsti dalla normativa: si tratta di misure che consentono di intervenire in situazioni segnate da eventi gravi come malattia e perdita del lavoro, impedendo l’aggravarsi delle condizioni di vita e restituendo alle persone la possibilità di costruire un nuovo equilibrio. Non solo una soluzione tecnica, dunque, ma anche un intervento con un forte valore sociale, capace di tutelare la dignità delle famiglie in difficoltà.

La vicenda di Giovanni e Raffaella si inserisce in un contesto più ampio, in cui il fenomeno del sovraindebitamento è in crescita. Sempre più famiglie si trovano a fare i conti con bilanci fragili, messi alla prova da imprevisti che possono rapidamente trasformarsi in crisi profonde. In questo scenario, strumenti come la liquidazione controllata rappresentano una risposta concreta, capace di offrire una via d’uscita a chi si trova intrappolato in una situazione senza apparente soluzione.

Per la coppia cuneese si apre ora un percorso impegnativo ma definito, con un orizzonte chiaro. Tre anni per rimettere ordine nei conti e, soprattutto, per guardare al futuro con una prospettiva diversa. Non una cancellazione del passato, ma la possibilità di renderlo sostenibile. E di ricominciare.

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