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Cronaca

Corse clandestine su strade pubbliche, sequestrate 17 auto dopo la morte di una donna

Sequestrate 17 auto e oscurato il sito: la "Sunset Run 2025" trasformata in tragedia, indagine per gara clandestina con un morto

Corse clandestine

Corse clandestine su strade pubbliche, sequestrate 17 auto dopo la morte di una donna

Una gara di velocità organizzata su strade aperte al traffico, coordinata online e seguita da decine di partecipanti. Quella che per alcuni era una sfida tra appassionati di motori si è trasformata in una tragedia. A quasi sei mesi dall’incidente avvenuto nel savonese, i carabinieri hanno sequestrato 17 automobili coinvolte nella competizione clandestina “Sunset Run 2025” e disposto l’oscuramento del sito internet utilizzato per organizzare e gestire l’evento.

L’operazione è stata eseguita dai militari del nucleo operativo dei carabinieri di Cairo Montenotte, su delega della Procura della Repubblica di Savona, con il supporto di altri comandi dell’Arma in Piemonte e Lombardia. Il provvedimento è stato disposto dal giudice per le indagini preliminari di Savona e riguarda sia le vetture utilizzate nella competizione sia il sito specialstages.it, ritenuto dagli investigatori uno degli strumenti attraverso cui venivano promosse e coordinate le gare.

Al centro dell’inchiesta c’è l’ipotesi di partecipazione a una competizione automobilistica in velocità non autorizzata aggravata dall’aver causato la morte di una persona, un reato che comporta conseguenze penali particolarmente gravi.

Le indagini sono partite dall’incidente avvenuto il 20 settembre 2025 lungo la strada provinciale 12, nel territorio di Cairo Montenotte, durante lo svolgimento della “Sunset Run 2025”, un evento promosso dall’associazione sportiva Special Stages di Vercelli. Nel corso della gara una donna che si trovava lungo la strada venne investita da uno dei veicoli partecipanti. Le sue condizioni apparvero subito gravissime. Ricoverata in ospedale, la donna è morta il 17 gennaio 2026, dopo mesi di ricovero e cure per le lesioni riportate nell’impatto.

La tragedia ha dato il via a una complessa attività investigativa per capire se l’evento fosse realmente una semplice manifestazione tra appassionati oppure una vera e propria gara clandestina. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’episodio non sarebbe stato un incidente isolato ma il risultato di una competizione di velocità non autorizzata organizzata su una strada pubblica aperta al traffico.

Un ruolo centrale nell’organizzazione della gara sarebbe stato svolto dal sito internet specialstages.it, attraverso il quale, secondo l’accusa, venivano diffuse informazioni logistiche, coordinate le iscrizioni e gestita la comunicazione tra i partecipanti. Il portale è stato ora sequestrato e oscurato per impedirne l’utilizzo per future iniziative analoghe.

L’inchiesta si è sviluppata su più fronti e ha coinvolto diversi territori del Nord Italia. I carabinieri hanno eseguito perquisizioni domiciliari e informatiche in diverse province del Piemonte e della Lombardia, dove risiedono alcuni degli automobilisti sospettati di aver partecipato alla corsa.

Durante queste operazioni gli investigatori hanno sequestrato computer, telefoni cellulari e documenti digitali contenenti informazioni utili per ricostruire la struttura organizzativa della competizione. Il materiale recuperato ha permesso di individuare i partecipanti, i copiloti e gli organizzatori, delineando secondo l’accusa un sistema organizzato che andava oltre una semplice iniziativa tra appassionati.

Per ricostruire la dinamica della gara e identificare le auto coinvolte, i carabinieri hanno analizzato le comunicazioni scambiate tra i partecipanti su piattaforme di messaggistica, oltre ai dati provenienti dai sistemi di rilevazione delle targhe installati lungo le strade. A queste informazioni si sono aggiunti i tabulati telefonici, i filmati registrati dalle dashcam installate su alcune vetture e le testimonianze raccolte tra le persone presenti lungo il percorso nel giorno della gara.

Questo lavoro investigativo ha consentito di identificare 17 veicoli ritenuti direttamente coinvolti nella competizione, ora sottoposti a sequestro preventivo.

La vicenda riporta al centro dell’attenzione il fenomeno delle corse clandestine su strada, una pratica che negli ultimi anni continua a essere monitorata con particolare attenzione dalle forze dell’ordine. Queste competizioni, spesso organizzate attraverso forum online, social network o chat private, coinvolgono appassionati di motori che si sfidano in prove di velocità fuori da qualsiasi contesto regolamentato.

A differenza delle gare sportive ufficiali, che si svolgono su circuiti chiusi e con rigide misure di sicurezza, le corse clandestine avvengono su strade aperte al traffico, con rischi elevatissimi non solo per i partecipanti ma anche per automobilisti, ciclisti e pedoni.

Nel caso della “Sunset Run 2025”, secondo la ricostruzione degli investigatori, proprio questa dinamica avrebbe trasformato una competizione illegale in una tragedia. La presenza di auto lanciate ad alta velocità su una strada provinciale aperta alla circolazione avrebbe creato una situazione estremamente pericolosa, culminata nell’investimento mortale.

L’indagine coordinata dalla Procura di Savona resta ancora aperta e prosegue per chiarire tutte le responsabilità legate all’organizzazione della gara e al ruolo dei singoli partecipanti. Il sequestro delle auto e del sito internet rappresenta una fase importante dell’inchiesta, ma gli investigatori stanno continuando a esaminare il materiale raccolto per ricostruire con precisione l’intera catena organizzativa dell’evento.

Al centro delle verifiche resta soprattutto la struttura che avrebbe permesso di pianificare e realizzare la gara su una strada provinciale. Una vicenda che ha avuto un epilogo tragico e che ora potrebbe portare a pesanti conseguenze giudiziarie per chi ha preso parte alla corsa clandestina.

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