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Cronaca

Carcere di Biella, fiamme e caos nel Padiglione Mucrone: nuovo anno, vecchie emergenze

Incendi, devastazioni e disordini tra il 31 dicembre e il 2 gennaio. L’OSAPP accusa il Dap: “Sistema fuori controllo, la Polizia Penitenziaria lasciata sola”

Carcere di Biella, fiamme e caos nel Padiglione Mucrone: nuovo anno, vecchie emergenze

Carcere di Biella, fiamme e caos nel Padiglione Mucrone: nuovo anno, vecchie emergenze

Il nuovo anno si apre come si era chiuso il vecchio: con il fuoco, il fumo e la paura che tornano a serpeggiare tra le mura della Casa Circondariale di Biella. Nella giornata di ieri, 2 gennaio, un detenuto straniero ha appiccato un incendio al secondo piano del Padiglione Mucrone, trasformando una sezione del carcere in un inferno.

Panico tra i detenuti, momenti concitati tra il personale, episodi di intolleranza e disordini che avrebbero potuto degenerare ulteriormente se non fosse stato per l’intervento immediato della Polizia Penitenziaria, ancora una volta chiamata a fare da argine a una situazione fuori controllo.

Non si tratta di un episodio isolato, né tantomeno imprevedibile. Quanto accaduto ieri si inserisce in una sequenza inquietante di eventi critici che hanno colpito l’istituto biellese nei giorni immediatamente precedenti. Nella notte di San Silvestro, infatti, alcuni detenuti hanno devastato la semisezione 2ª B del Padiglione Mucrone, dando alle fiamme materiali di fortuna, distruggendo arredi, danneggiando l’impianto di illuminazione e mandando in frantumi una telecamera di sorveglianza. Un’azione violenta, organizzata, che ha lasciato dietro di sé fumo acre, locali inutilizzabili e danni ingenti ai beni dell’Amministrazione penitenziaria.

carcere

Anche in quell’occasione, a evitare il peggio è stato solo il sangue freddo e il coraggio degli agenti della Polizia Penitenziaria, costretti a intervenire con idranti e dispositivi di protezione individuale, operando in condizioni estreme e con mezzi spesso inadeguati. Durante le operazioni, uno dei detenuti ha opposto resistenza, arrivando a insultare gli operatori impegnati a spegnere l’incendio. Una scena che racconta meglio di qualsiasi statistica il livello di tensione ormai strutturale all’interno dell’istituto.

A puntare il dito contro i vertici dell’Amministrazione penitenziaria è Leo Beneduci, Segretario Generale dell’OSAPP, che non usa mezzi termini. «Quanto accaduto a Biella è il risultato diretto del fallimento del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria. Il DAP ha perso il controllo degli istituti e continua a scaricare sulla Polizia Penitenziaria il peso di scelte sbagliate e dell’assenza totale di una strategia sulla sicurezza», dichiara.

Parole che pesano come macigni e che si inseriscono in un quadro ben più ampio. «Il distretto del Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta è ormai un colabrodo: eventi critici, devastazioni, traffici illeciti. Call center illegali e violenza sono all’ordine del giorno. Mai vista una situazione così grave», aggiunge Beneduci, tracciando un quadro allarmante che va ben oltre i confini del carcere di Biella. «Senza un cambio di passo immediato, chi governa il sistema penitenziario si assumerà la responsabilità politica e morale di ciò che accadrà».

Nel frattempo, a pagare il prezzo più alto sono sempre gli stessi: gli agenti, lasciati soli a fronteggiare emergenze continue, e un sistema carcerario che sembra reggersi solo sulla professionalità e sul sacrificio di chi lavora in prima linea. Biella non è un caso isolato, ma l’ennesimo campanello d’allarme ignorato. Insomma, il fuoco acceso nel Padiglione Mucrone non brucia solo muri e arredi: illumina, ancora una volta, le crepe profonde di un sistema che continua a fare finta di non vederle.

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