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I fratelli Karamazov, campionario di varia umanità.

I fratelli Karamazov, campionario di varia umanità.
I fratelli Karamazov, campionario di varia umanità. I fratelli Karamazov è sicuramente un capolavoro, dove all’inizio l’autore designa un eroe, per poi farmi innamorare degli antagonisti, perché, come spesso accade, i cattivi sono i personaggi più interessanti e meglio costruiti e di questo Dostoevskij ne era certamente consapevole. Il romanzo è stato scritto con criteri dell’Ottocento, romanzo da leggere con paziente riflessione. Ne “I fratelli Karamazov” l’autore ci presenta la complessa storia di una famiglia agiata della Russia dell’Ottocento. Fedor Pavlovic è un padre il cui ruolo stesso di genitore verrà messo in discussione dall’autore nelle ultime pagine del romanzo, durante il processo. I fratelli sono figli di due matrimoni diversi e sono tutti e tre maschi: Dmitrij il primogenito nato dal primo matrimonio, Ivan ed Aleksej figli della seconda moglie di Fedor Pavlovic. In realtà i fratelli sono praticamente quattro. Il quarto è Smerdjakov nato da un rapporto illegittimo fra Fedor Pavlovic e Lizaveta Smerdjaskaja, donna con seri problemi mentali. Smerdjakov viene cresciuto da Grigorij e sua moglie, i servitori della famiglia Karamazov. Ciascuno dei personaggi del romanzo ha un carattere ben delineato e la storia è raccontata con dovizia di particolari. Le passioni e gli eccessi di Fëdor Pavlovič e dei suoi figli sono al centro della narrazione. Fedor è un uomo passionale fino alla dissolutezza, avido, ingordo ed egoista. Abbandona i suoi figli per dedicarsi a tutti i suoi capricci e vive senza preoccuparsi minimamente del prossimo. Ivan, Aleksej e Dmitrij sono molto diversi fra loro. Tanto orgogliosi e violenti Ivan e Dmitrij, quanto positivo e umano Aleksej, buono e incapace di mentire persino nelle situazioni più dure. Smerdjakov, il servo, è acuto, istruito oltre misura per essere solo un servitore e pieno di sordo rancore verso tutti. Più della metà del romanzo è dedicata alla narrazione delle storie personali di ciascuno. Con dovizia di particolari, l’autore introduce ciascun personaggio con cura e dedica anche una buona parte del romanzo allo starec Zosima. Nei fratelli Karamazov sono due le donne al centro della storia che si contenderanno l’amore e la passione di Dmitrij, Katerina Ivanovna, fidanzata di Dmitrij e Grunsenka, bellissima, ma piena di odio verso tutti gli uomini per via della sua storia personale. Il rapporto già difficile fra il padre e i suoi figli viene ancor più devastato dal fatto che Fedor Pavolic si invaghisce, anch’egli, di Grusenka. Questa donna così passionale e, allo stesso tempo, violenta, focosa e ai limiti della follia, farà impazzire padre e figlio che si odieranno a causa sua. Fëdor Pavlovic viene ucciso e tutti gli indizi sono a carico di Dmitrij il quale viene arrestato, processato e, infine, ingiustamente condannato, ma il vero assassino è Smerdjakov, che non verrà smascherato e si suiciderà pochi giorni prima della sentenza finale contro Dmitrij . Come potete comprendere si tratta di un romanzo duro e faticoso anche se avventuroso, dove si intrecciano i grandi temi dell’esistenza, dal senso di colpa, l’accettazione della sofferenza, la ricerca dell’amore universale, la libertà di scelta, l’esistenza di Dio. La passione sfrenata e la follia dei personaggi è lungamente narrata in interminabili pagine che possono, a volte, risultare pesanti, ma credetemi se entrate nell’ottica giusta il racconto è bellissimo con un campionario di umanità differenti e le pagine scorrono veloci. Nel romanzo i personaggi e loro passioni, le profonde crisi spirituali, l’orgoglio, gli amori e le vergogne di ciascuno vengono sminuzzate e mi hanno fatto riflettere sulla vita, sui rapporti interpersonali e sull’importanza dell’amore vero. Qui troviamo il parricidio, il conflitto tra Fede e Ragione, e la riflessione severa sul Libero Arbitrio. Nei fratelli Kramazov troviamo Ivan che vuole la Giustizia sulla Terra, rifiuta il disegno di Dio, ignora la possibilità della redenzione, crea la leggenda del Grande Inquisitore, una della pagine più belle della letteratura di ogni tempo, soffre consapevolmente per le lacrime di una bambina che invoca “il Buon Dio”. Il dialogo con il fratello minore Aleksej è di rara bellezza. Aleksej ha il carattere buono e genuino, lontano dai risentimenti umani, dalla menzogna e da ogni miseria morale. Per queste sue doti naturali Alesa abbandona gli studi universitari e diviene monaco come lo starec Zosima. In lui si manifesta la potenza salvifica del Perdono. Aleksej è l’opposto del fratellastro Smerdjakov, il quarto Karamazov, figlio illegittimo plagiato da Ivan, il servo-mezzano del padre Fedor, confuso e tormentato. Per Smerdjakov, tutto è permesso e giustifica l’assassinio del padre, l’incriminazione di Dmitrij, il suo odio per l’umanità. Con il suicidio. Smerdjakov è Edipo e Amleto, il parricida. La protagonista assoluta del romanzo è la Bontà, quella autentica e così rara da trovare, quella derisa e dileggiata dai cinici, i veri assassini dell’umanità, coloro che annientano le vite degli altri trasformando la Bellezza in odio, rancore e risentimento. I fratelli Karamazov, rappresenta una profondissima riflessione sulle contraddizioni dell’animo umano. Partendo da un filo che segue e lega la storia dei quattro fratelli Karamazov, figli di tre madri diverse, e i loro difficili e ambigui rapporti con un padre cinico, dissoluto, pessimo e decisamente indegno di questo nome, Dostoevskij cerca una risposta a quelli che da sempre sono i grandi dilemmi dell’uomo e che rappresentano una costante dei suoi romanzi: Dio, il valore della religione, il rapporto tra causa, colpa, ed effetto, il significato della sofferenza, del dolore e della vita. Domande alle quali è impossibile dare una risposta. È un romanzo con un’ambientazione provinciale, squallida, lontana dai salotti degli zar, con protagonista una famiglia miserabile, ma è anche la storia di un parricidio e di un’ingiustizia. Viene incolpato il figlio sbagliato perché ancora una volta la giustizia non riesce a fare giustizia. Il processo e le discussioni coinvolgeranno l’intera opinione pubblica, l’intera nazione. La motivazione del delitto? Ci troviamo di fronte ad un omicidio fine a se stesso, solo per dimostrare di essere in grado di portarlo a termine. E così, se per un attimo ci dimenticassimo di essere in una degradata provincia russa dell’800, potrebbe benissimo essere in un anonimo paesino di provincia dei nostri giorni. Favria, 9.04.2022 Giorgio Cortese Buona giornata. Se ogni giorno aggiungo poco al poco, ma con frequenza quotidiana, presto il poco diventerà molto. Felice sabato
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