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Dormire tra due guanciali….

Dormire tra due guanciali….
Dormire tra due guanciali…. Quante volte abbiamo sentito questa frase fatta: “Dormire tra due guanciali!, per indicare lo stato d’animo di sentirsi al sicuro e non avere alcuna preoccupazione. Ma allora mi domando che differenza esiste tra cuscino e guanciale. Nel linguaggio comune siamo soliti riferirci all’oggetto dove poggiamo la testa e parte del viso quando siamo a letto usando indistintamente due termini, cuscino e guanciale. Queste due parole mi hanno incuriosito ed allora ho consultato il vocabolario e diversi libri e cercato la definizione di questi due lemmi che nella quotidianità scambiamo, erroneamente. Sì, erroneamente in quanto il dizionario ha confermato il mio dubbio. Pensate in origine, cioè stando all’etimologia di queste due singole parole, sono nate per riferirsi a due oggetti diversi. È stato poi il parlato, il linguaggio comune appunto, che ha fatto sì che il guanciale posto sopra il materasso del letto venisse chiamato anche cuscino. Tale usanza è oggi molto radicata, tanto è vero che è presente con una specificazione anche nel dizionario stesso, dove si legge che così facendo non viene propriamente rispettata la distinzione etimologica. Perché infatti, come accennato e come spesso accade, il segreto, o meglio la risposta ufficiale, si rintraccia proprio nell’etimologia dei termini. La parola cuscino deriva dal latino medievale coxinum, che derivava a sua volta da coxa che significava coscia, ciò vuol dire che il significato di coxinum, e quindi di cuscino, è proprio cuscino per sedere, cioè un sacchetto dove poggiare parte della coscia. Infatti la definizione su Treccani parla proprio di specie di sacchetto di forma rettangolare, quadrata, oppure tonda, ovale, generalmente di tela e ricoperto di una federa o, per usi ornamentali, di stoffe pregiate o di pelle, imbottito di lana, piume, crine, gommapiuma, ecc.”

Invece, il termine guanciale è un derivato di guancia e viene definito come un cuscino, specialmente quello che si tiene sul letto per appoggiarvi la testa. Ecco che in questo modo, chiarendo cioè le definizioni ufficiali, incomincio ad intravedere la vera natura di questi due prodotti simili che fanno parte della stessa famiglia. La differenza sostanziale tra questi morbidi sacchetti, che in entrambi casi mirano ad offrire un supporto confortevole, è data dall’utilizzo. Il guanciale si usa a letto perché si tratta della tipologia, generalmente di forma rettangolare, dove si appoggiano testa e/o guancia, a seconda ovviamente della posizione che si assume quando si dorme. Con cuscino invece si considerano tutti gli altri tipi, che possono rispondere a funzioni di comodità, ma anche di decorazioni, come nel caso per esempio dei piccoli cuscini che si mettono sopra la trapunta del letto o sul divano e sui quali mi viene tassativamente proibito di sedermi sopra, mi accusano che con il mio peso li deformo, malelingue! Sono dunque cuscini quelli delle sedie e dei divani, ma non quello che si usa per dormire perché è una categoria a parte, una categoria specifica, che comporta anche dei materiali e delle tecniche di realizzazioni differenti. Infatti, al di là della forma che, come ho detto, nella maggior parte dei casi, è rettangolare, a fare la differenza sono proprio i materiali usati per l’imbottitura ed il rivestimento esterno perché l’uso previsto necessita di attenzioni particolari. La qualità del riposo viene influenzata anche dalla tipologia di guanciale, che deve sostenere correttamente la cervicale ed offrire il supporto desiderato, che potrà essere differente da persona a persona. Al pari dei materassi, il miglior modo di scegliere il guanciale è quello di provarlo fisicamente, cosa che non è invece così necessaria per i cuscini ornamentali, o anche per i cuscini per le sedie, dove può bastare provarli a toccare semplicemente con la mano per attestarne la morbidezza più o meno elevata. Nella vita quotidiana la speranza e la pazienza sono due rimedi sovrani per ogni cosa, i rifugi più sicuri, i cuscini più soffici a cui appoggiarsi nelle avversità per poi dormire tra due guanciali. Favria, 30.03.2022 Giorgio Cortese Buona giornata. Nella vita quotidiana sono le persone più piccole a darmi le emozioni più grandi, la semplicità e il loro secondo nome. Felice mercoledì
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