Da minuetto a minujada.
Il minuetto è una danza francese simbolo del Settecento e della musica barocca. La parola deriva dal francese menuet, minuto, piccolo e breve, forse riferito ai piccoli passi della danza, oppure dal branle à mener, o amener, un ballo popolare in Francia nel primo Seicento poi negli anni sessanta Seicento divenne un ballo di corte che ne determinò probabilmente le movenze eleganti ed aggraziate divenute tipiche, poiché ogni impressione di fatica era ritenuta sconveniente ai ranghi nobiliari. Il primo consistente corpus di minuetti, 92 composizioni tra opere e balletti, è opera dell’italiano Jean-Baptiste Lully, ottimo ballerino e compositeur del Re Sole, nato come Giovanni Battista Lulli a Firenze. Come tutti i balli di corte, il minuetto si conformava a un rituale preciso. La danza era eseguita da una sola coppia alla volta, mentre il resto della compagnia di ballerini, osservava e giudicava. I ballerini dovevano prima inchinarsi alla Présence, che poteva essere rappresentata dal re, o da altri, e poi l’uno nei confronti dell’altro. Si rispettavano schemi preordinati; per esempio, in Francia prima del 1700, i passi spesso disegnavano un’immaginaria lettera S sul pavimento in omaggio a Re Sole. Il minuetto più famoso sulle scene teatrali è probabilmente quello del Don Giovanni di Mozart, 1787. Nel finale del primo atto lo ballano gli aristocratici Don Ottavio e Donna Anna, mentre Leporello e Masetto eseguono una danza plebea, e al contempo Don Giovanni e Zerlina una borghese contraddanza, mostrando una convivenza di culture e posizioni sociali differenti. Una curiosità, è di Johann Sebastian Bach, un magnifico minuetto nel Concerto Brandeburghese n. 1. La fortuna del minuetto culminò con l'affermarsi dello stile galante e si esaurì con l'avvento del romanticismo, anche se questa danza conobbe una certa effimera rinascita come ballo di sala tra il 1883 ed il 1890. Dalla fine dell’Ottocento e fino in epoca moderna alcuni compositori continuarono a scrivere minuetti, anche all’interno di opere liriche. La parola oggi fuori dal contesto extra-musicale può sottintendere un aspetto lezioso o antiquato, un indugiare fine a se stesso. In Piemontese il minuetto viene detto minuè, minuetto, e si usa la parola minujada, per indicare la lentezza, lungaggine. Io penso a questa parola adesso in Autunno con una suggestione poetica dei mInuetti di colori della natura con le foglie multicolori dagli alberi che lentamente con delicate e garbati volteggi cadono verso terra, evocando nel mio animo un delicato minuetto di sensazioni, piccoli passi dell’animo che mi fanno stare bene.
Favria, 20.12.2020 Giorgio Cortese
Vi auguro che tutti gli auguri di Natale che riceverete possano trasformarsi in piccole emozioni da conservare nel cuore tutto l’anno. Buone feste!
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