Da tribolo a tribolare.
Il tribolo è un arnese usato sin dal neolitico per una trebbiatura di sementi o per una lieve aratura dei terreni, ma tribolo è anche una specie botanica, una figura araldica, un chiodo a quattro punte usato come sistema di difesa passiva. Da tribolo a tribolare il passo è breve. Tribulare significa tormentare, affliggere oppure se usato come intransitivo soffrire, penare. Questa voce deriva dal latino tribulare, calcare, opprimere, affliggere, da tribulum, trebbia. Questa parola che oggi ci appare piuttosto ricercata, per lunghi secoli è stata bollata come elegante. In effetti l'origine del tribolare è agricola, etimologicamente affine al trebbiare. Il tribulum era infatti un attrezzo agricolo, una lastra di pietra con un lato reso tagliente che veniva premuta e trascinata sulle spighe dei cereali per separarne i grani dalla paglia. Vista l'azione compiuta dal tribulum, non stupisce che il tribolare abbia acquisito i significati di calcare, opprimere, affliggere. E buona parte della fortuna di questa parola si deve alla sua ricezione nel latino ecclesiastico. Ma ancora nel Settecento non pareva un termine buono per la poesia. I significati di questa parola hanno delle sfumature davvero vaste, si può dire che sì, si tratta invariabilmente di qualcosa che ha a che vedere con l'infliggere un tormento, o un patire una sofferenza, ma di specie e gradi dei più vari. Si dice infatti che sono tribolato da un ginocchio ballerino e dolorante, il giudizio altrui mi tribola sempre, certi giorni tribolo a lungo per trovare la soluzione del problema. Infine ricordo che il tribolo era anche uno strumento bellico impiegato in ogni epoca per tribolare l'avanzata e i movimenti del nemico, costituito da un chiodo a quattro punte gettato a terra di cui una rivolta sempre in alto, offerta al piede, alla zampa, allo pneumatico.
Favria, 7.07.2020 Giorgio Cortese
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