Il cinghiale Calidone
Un mito dell’Antica Grecia narra che il cinghiale di Calidone, chiamato anche cinghiale Calidonio, fu una bestia di straordinaria possanza figlio della scrofa di Crommio. Il mito narra che Marte-Ares mandò questa bestia sulla terra per uccidere Adone, in quanto era geloso che Afrodite si fosse innamorata di lui. La fine di questo cinghiale fu durante una grandissima battuta di caccia, passata alla storia della mitologia greca, organizzato dal Re Oineo per uccidere il cinghiale che terrorizzava Calidone. Secondo questo mito, il cinghiale venne inviato da Artemide per distruggere i campi di Calidone, in quanto il re, pur avendo avuto un raccolto molto ricco quell’anno, non fece le offerte votive alla dea Artemide, la quale si infuriò. Oineo quindi decise di organizzare una grande caccia, la quale divenne famosa in quanto vi parteciparono tantissimi eroi della mitologia greca, dalla grandissima cacciatrice Atalanta, Castore e Polluce, Ida, Linceo, ed i Cureti. Secondo Bacchilide, alla caccia parteciparono i migliori di tutti i greci. Molti dei protagonisti della caccia finirono per essere uccisi dal cinghiale: infine la bestia venne ammazzata da Meleagro. All'inizio della caccia, i cacciatori sguinzagliarono i cani e seguirono le grandi orme della bestia fino a quando la snidarono presso un corso d'acqua intenta ad abbeverarsi. Il cinghiale scoperto si scagliò ferocemente in mezzo ai cacciatori che cercarono di ferirlo. Nestore trovò scampo a fatica salendo su un albero mentre Giasone lanciò il proprio giavellotto mancando il bersaglio. Telamone in seguito scagliò la lancia contro la bestia ma colpì accidentalmente il cognato Euritione, uccidendolo mentre stava tentando di scagliare i suoi giavellotti. Peleo e Telamone e Telamone rischiarono di essere caricati dalla belva che per fortuna fu colpita ad un orecchio da una freccia di Atalanta e fuggì. Purtroppo perì anche Anceo che, spintosi troppo avanti per dare un colpo d'ascia al cinghiale venne lacerato dalle zanne della bestia ed anche Ileo venne ucciso e con lui molti dei suoi cani da caccia. Infine Anfiarao assestò al cinghiale una pugnalata ad un occhio riuscendo ad accecarlo e quando Teseo fu sul punto di essere travolto, fu Meleagro che riuscì a conficcare il suo giavellotto nel ventre dell'animale e che poi lo finì con un colpo di lancia nel cuore.
Favria, 21.11.2019 Giorgio Cortese
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