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Il calendario Gregoriano.

Il calendario Gregoriano. Il 1 febbraio 1918 l’unione Sovietica adotta il calendario gregoriano, ma nel 1923, la formula per decidere quali anni centenari fossero bisestili fu ufficialmente modificata, ottenendo il Calendario rivoluzionario sovietico. In esso, tra gli anni divisibili per 100 sono bisestili solo quelli che divisi per 9 danno come resto 2 o 6. Il primo anno di discordanza con il calendario gregoriano sarebbe stato il 2800. Ma già dal 1940 il Calendario rivoluzionario sovietico fu abbandonato e si ritornò al calendario gregoriano. Simile la proposta di alcune Chiese ortodosse per accettare la riforma gregoriana del calendario, sopprimendo finalmente i 13 giorni che attualmente separano le date delle feste ortodosse da quelle del resto del mondo cristiano: considerare bisestili tra gli anni secolari solo quelli che divisi per 9 danno come resto 2 o 7. Diverso l’approccio dell’Impero svedese che decise nel 1699 di passare dal calendario giuliano al calendario gregoriano Tra i due calendari vi era all'epoca una differenza di 10 giorni, il calendario gregoriano era in anticipo su quello giuliano. Per recuperare questi 10 giorni, si decise inizialmente di eliminare tutti gli anni bisestili dal 1700 al 1740, in questo modo si sarebbe recuperato un giorno ogni 4 anni così dal 1º marzo 1740 il calendario svedese sarebbe coinciso con quello gregoriano. Venne quindi eliminato il 29 febbraio 1700, ma, negli anni successivi, si dimenticò di applicare il piano, anche perché il re Carlo XII, che l'aveva voluto, era impegnato nella guerra con la Russia. Riconosciuto l'errore, si prese quindi la decisione di tralasciare questo piano che causava soltanto molta confusione e di tornare al calendario giuliano. Per recuperare il giorno saltato nel 1700 si stabilì quindi che nel 1712 venisse aggiunto a febbraio un secondo giorno, oltre a quello dovuto perché quell'anno era bisestile. Così, nel calendario svedese del 1712, febbraio ebbe 30 giorni. La Svezia passò infine definitivamente al calendario gregoriano nel 1753, saltando i giorni dal 18 al 28 febbraio. Ma perché questo cambio di calendario? La questione della progressiva regressione dell'equinozio di primavera dovuta all'imprecisione del calendario giuliano era nota e dibattuta fin dal Concilio di Nicea del 325 a.C.. Nell'anno 1582, il 21 marzo, giorno convenzionale per l'equinozio, stabilito dal Concilio di Nicea quale base per il calcolo della Pasqua, arrivava quando il reale equinozio astronomico era ormai già passato da dieci giorni. Papa Gregorio XIII, si rese conto che la Pasqua, di quel passo, avrebbe finito per essere celebrata in estate. Decise quindi che era giunto il momento di affrontare la questione. Per riformare il calendario giuliano papa Gregorio XIII nominò una commissione presieduta da Cristoforo Clavio, gesuita professore del Collegio Romano. Per sistemare il calendario giuliano furono usate le misurazioni dell'astronomo Niccolò Copernico, pubblicate nel 1453, anno della sua morte. Il calendario gregoriano entrò subito in vigore il 15 ottobre 1582, 5 ottobre secondo il calendario giuliano, nei paese cattoloci, Italia, Franci, Spagna, Portogallo, Polonia-Lituania, Belgio Paesi Bassi e Lussemburgo, in Austria nel 1583, poi Boemia, Moravia, cantoni cattoloci della Svizzera nel 1584. U riformati si adeguarono nel nel XVIII. Molte chiese Ortodosse ancora oggi conservano il calendario Giuliano, e da ciò nasce l'attuale differenza di 13 giorni tra le festività religiose "fisse" ortodosse e quelle delle altre confessioni cristiane. Per quanto riguarda i paesi non cristiani, in Giappone fu adottato nel 1873; in Egitto nel 1875; in Cina nel 1912; in Turchia nel 1924. Favria 1.02.2019 Giorgio Cortese Dai una mano alla vita vieni a donare il sangue! Venerdì 8 febbraio ore 8-11,20 cortile interno del Comune a Favria. Abbiamo bisogno di Te per salvare una vita. Grazie!
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