Medicus di Gordon Noah.
Una cliente mi ha consigliato di leggere “Medicus” il primo dei tre libri che questo autore americano dedica ad una "stirpe" di medici. In questo libro ho trovato la storia del primo dei Cole medici, Rob: suo padre, Nathanael, e' un carpentiere nell'Inghilterra del 1020. Rob è un ragazzino di 9 anni che scopre di avere un dono: attraverso il tocco delle mani riesce a “sentire” l’essenza della vita scorrere nelle vene e grazie a questo capire se qualcuno è in salute o in punto di morte. Questo regalo divino lo influenza al punto di decidere di prodigarsi per il prossimo. Rimasto presto orfano e separato dai fratelli si unisce ad un girovago “saltimbanco” e cerusico di nome Barber, il quale gli insegna – oltre al mestiere di giocoliere – i rudimenti della medicina popolare legati ad una buona dose di ciarlataneria e superstizione. Col passare degli anni Rob capisce che vuole di più e divenire un medico a tutti gli effetti ma, per poter soddisfare il bisogno di conoscenza, deve rivolgere la sua attenzione allo studio dove la materia è più progredita: in Persia dal “Principe dei Medici” Ibn Sina, Avicenna, personaggio realmente esistito. Avicenna, nato in Persia, nel 980, è tra grandi di tutti i tempi: filosofo e medico di grande fama, studioso di Ippocrate e Galeno, seguace di Aristotele e Platone. Oltre al viaggio avventuroso, il protagonista deve anche combattere contro alcuni ostacoli dell’epoca: la possibile accusa di stregoneria, l’impossibilità di un cristiano di poter studiare in una scuola coranica (a questo scopo dovrà camuffarsi da ebreo) e le difficoltà legate alle differenze tra le classi sociali, l’avversità dei medici “colti”. Si metterà comunque in viaggio con molti sacrifici e incontrerà persone che influenzeranno il suo futuro (professionale e non) fino a raggiungere la metà persiana: Ishapane non aggiungo altro. Il libro è scorrevole, divertente ed istruttivo anche perchè pur essendo ovviamente un lavoro di fantasia, fa riferimento a molti avvenimenti storici. Leggendo il libro ho visto la vita del protagonista scorrergli davanti, dalla giovinezza alla vecchiaia. Il mio animo ha sussultato perché di fronte allo scorrere della vita mi sento impotente. Mi ha fatto riflettere sulla paura di un futuro che adesso per molti non c’è. Mi ha fatto vibrare nell’animo la passione per la scoperta, la voglia di vivere, la disapprovazione per il pressapochismo. Ma soprattutto la fame di conoscenza, quel desiderio, quel fuoco sacro che qualche demone inconscio, più che Dio, mi fa innamorare per la ricerca, mi fa gioire, piangere e soffrire dietro qualcosa senza la quale la mia umana esistenza sarebbe inutile. Concludendo un libro appassionante e ben scritto, 600 pagine e oltre che allietano il tempo piacevolmente
Favria, 14.03.2016 Giorgio Cortese
Che spettacolo l'imminente primavera, dalla morte rinasce sempre la vita, come le foglie degli alberi cadono e muoiono, ma altre foglie prenderanno il loro posto in tempi migliori. Così tutto ciò che vive è fatto anche per morire, così come il Sole rinasce ogni giorno, la Speranza, che non muore mai nell’animo, si rinnova ogni mattino in cui spunta all’orizzonte.
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