Tenace, pervicace o pertinace!
Tre parole simili ma non uguali, la prima, tenace, deriva dal lemma latino tenacia, esprime molto bene una caratteristica nell’affrontare la vita. Innanzitutto, bisogna dire che la parola tenacia compare in italiano durante l'Ottocento; prima, era decisamente più usata la forma “tenacità”, oggi quasi dimenticata, che derivava dal latino tenacitas. Il tenace, propriamente, sarebbe ciò che ha una grande forza nel tenere. La tenacia è la fermezza nella volontà, la costanza quotidiana nell’azione e la resistenza alle sollecitazioni una volta presa una decisone. Insomma risoluti reggendo alle avversità. Pervicace deriva dal latino pervincere vincere completamente, composto di vincere preceduto dal rafforzativo per. Certe persone che incontro sono proprio così, si muovono ed agiscono con irremovibile fermezza dei loro propositi. Nei loro limitati pensieri, agiscono con testardaggine, cocciuti ed irriducibili, le loro azioni sono degne di cervelli nani e venate da una rigidità orgogliosa. E così arrivo alla terza parola, pertinace, dalla parola latina pertinax, composta da “per” e tenax, tenace. Personalmente intendo la tenacia, intensa e irriducibile, usando anche una parola elegante. Senza dubbio risulta una parola piuttosto ricercata, che capita di rado di ascoltare in discorsi quotidiani, essendo privilegiati l'ostinato o il testardo. Forse, proprio per quel "per", diventa somma di un uso pensato delle parole, o meglio, dei concetti, proprio di chi doma la lingua, capace di calcare l'espressione là dove serve. E’ una parola da tenere viva e presente nei nostri pensieri e nei nostri discorsi, perché spesso è dalla pertinacia che dipende ogni successo, grande o piccolo che sia, iniziando sempre dalla pertinacia nella cortesia che migliora da subito l’ambiente sociale circostante. Ritengo invitti quelle persone che uniscono alla pertinacia nell'onestà la speranza per non rimanere travolti dal vento delle parole quotidiane, fatte di opportunismo o rabbia, che si spezzano e si frantumano impotenti e non riescono ad installare il virus dei disvalori che degradano la vita della nostre Comunità, che ci fanno dimenticare in fretta i fatti che ce li fanno ricordare.
Favria 11.02.2016 Giorgio Cortese
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