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VERRUA SAVOIA. Internet senza fini, adesso anche senza confini...

VERRUA SAVOIA. Internet senza fini, adesso anche senza confini...

L'installazione di un impianto

“Da quando è stato pubblicato il primo articolo sulla nostra esperienza, ho ricevuto un migliaio di mail... Chi voleva sapere se poteva associarsi e potevamo portargli la banda larga a casa sua, chi voleva sapere come fare a replicare la nostra esperienza. Chi, semplicemente, voleva internet...”. Ha ricevuto mail da ogni angolo del nostro Paese. “Dalla casalinga di Milano all’ingegnere di Potenza”. Ma non solo. “Mi hanno scritto persino dall’Alaska... ecco, quella credo fosse la mail più particolare che abbia ricevuto”. Brillano gli occhi, a Daniele Trinchero, il professore neanche cinquantenne del Politecnico di Torino che quattro anni fa s’è inventato un progetto pilota per portare la banda larga a Verrua Savoia e che, oggi, è alla guida di un’associazione senza fini di lucro, “Senza fili, senza confini”, che conta oltre 350 soci verruesi, ma anche brusaschesi di Marcorengo e del Luogo. Brillano gli occhi mentre parla di questa esperienza che ha affascinato persino il Ner York Times, che dedicò in novembre alla sua associazione un articolo online dal titolo che sintetizza tutto: “A Village Has What All of Italy Wants: The Internet – Un paese ha ciò che tutta l’Italia vuole: internet”. Brillano gli occhi, mentre racconta di un progetto del Politecnico che è diventato un’esperienza in cui s’è ritrovata un’intera collettività, quella di Verrua. Un paese fatto di frazioni e di case sparse, la cui estensione è tra le maggiori del Piemonte. Un paese che, proprio per questo, la connessione internet a banda larga l’ha vista come un miraggio, prima dell’arrivo del progetto di Trinchero. Già, perché Verrua Savoia, con i suoi 30 chilometri quadrati di superficie, non è coperta da alcun operatore. L’obiettivo del progetto, avviato nel 2010 con una sperimentazione, era quello di riuscire a portare internet nei luoghi più impervi, a condizioni economiche sostenibili. Con cinque impianti, oggi internet arriva in ogni angolo di Verrua. E non solo. Recentemente ha raggiunto Marcorengo e il Luogo a Brusasco. Da qualche anno serve anche Lamporo. Ora che la sperimentazione è finita, è nata appunto “Senza fili senza confini”, che ha lo scopo di mantenere in vita il progetto. Con un piccolo versamento di una quota di 80 euro annuali si può diventare soci dell’associazione e navigare a velocità che da queste parti si sognano con i tradizionali operatori: la connessione è garantita a 10 mega in download e altrettanti in upload. Com’è possibile? Tutto grazie ai macroimpianti testati dal Politecnico e che ora sono posizionati in zone strategiche di Verrua. Come fare per associarsi? “Intanto, un Comune deve dare la propria disponibilità ad aderire al nostro progetto - spiega Trinchero -. Noi non abbiamo la possibilità di fare un investimento comprando un macroimpianto, ma un Comune sì. Se interessa, noi glielo possiamo portare...”. Per questo nei giorni scorsi sono iniziati una serie di contatti anche con Cavagnolo e Brusasco. “Noi non vogliamo fare profitti con la nostra attività - spiega il presidente dell’associazione -. Il nostro obiettivo è di riuscire a portare internet in una zona della collina che, vuoi per la conformità del territorio, vuoi perché la banda larga non arriva, al momento è senza connessione. Puntiamo a raggiungere i 1.500 associati, dopo di che per noi sarà sufficiente...”. E sì perché la forza di “Senza fini senza confini” sta tutta nelle persone che ci lavorano e ci dedicano il loro tempo: “Se c’è un problema tecnico, si mettono in contatto con noi via mail e noi, immediatamente, cerchiamo di risolverlo. C’è un rapporto diretto, ciascuno sente internet come una cosa sua...”. Quasi superfluo il confronto con i grandi operatori di oggi, dove dal centralinistra X passi all’Y, K e se ti va bene alla fine al Z riesci a spiegare che la tua connessione non è quella che ti aspettavi... “Proprio per questo non puntiamo ad estenderci troppo - conclude Trincherò -. Resteremo quello che siamo: persone che hanno a cuore la terra in cui vivono e, quindi, anche i servizi che si possono avere. Nel caso, insegneremo ad altri questa esperienza...”. E l’occasione di imparare qualcosa sarà il prossimo mese di maggio, alla Fortezza, dove ha sede l’associazione, quando si svolgerà un meeting aperto a tutti per formare alla connessione “senza fili, senza confini”. Quando si apriranno le iscrizioni, c’è da scommetterci che i posti disponibili andranno a ruba...
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